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Acqua: “Tempo di soluzioni”

Tra il 12 il 17 marzo, a Marsiglia, il Forum mondiale dell’acqua fa il punto sul bene più prezioso che ha l’umanità. Un bene sempre più raro, sempre più conteso: in gioco c’è la vita di milioni di persone. L’acqua, dovrebbe essere il bene universale per antonomasia. E invece spesso si trasforma in un privilegio, in un prodotto su cui speculare.

Al Forum mondiale dell’acqua partecipano migliaia di realtà provenienti da tutto il pianeta: ci sono i grandi della Terra (imprese private, delegazioni governative, rappresentanti delle Nazioni Unite, istituzioni finanziarie, Banca Mondiale compresa). ma anche tante voci della società civile e una fitta rete di Organizzazioni non governative (Ong). La posta in gioco è altissima: occasione per cambiare la storia o strumento per ribadire le solite logiche di potere?

L’edizione 2012 ha per motto uno slogan eloquente: “Tempo di soluzioni”). Solo tre parole, ma sufficienti a dare il senso di un’urgenza, a sottolineare che l’emergenza idrica non può essere uno dei tanti punti da mettere nell’agenda politica, ma deve diventare una priorità assoluta, per il Sud come per il Nord del mondo.

I numeri fanno paura. Attualmente, secondo stime Onu, nel mondo muoiono ogni giorno 3.900 bambini per siccità e cattive condizioni igieniche. Nel 2030, quasi la metà della popolazione mondiale (circa 3 miliardi di persone) potrebbe rimanere senz’acqua. Se la comunità internazionale non prenderà provvedimenti in tempi rapidi, nel giro di pochi decenni l’acqua diventerà una risorsa sempre più rara e contesa.

Esiste un vasto fronte di oppositori, convinti che questi meeting riflettano la logica delle grandi multinazionali, interessate alla privatizzazione dei sistemi idrici. Ha suscitato molte polemiche il fatto che nessuno dei Forum svoltisi dal ’97 ad oggi sia mai arrivato a definire l’acqua come diritto fondamentale di ogni essere umano. Una lacuna pericolosa, perché rischia di lasciare campo libero a chi vorrebbe fare dell’acqua un mero strumento di profitto.

Anche sulle modalità di svolgimento dei forum molti hanno messo in luce un “deficit di democrazia”. Da qui l’idea di organizzare un summit parallelo, un contro-forum che si tiene negli stessi luoghi e nello stesso periodo di quello ufficiale. I temi trattati non sono molto diversi: cambiano gli attori, che in questo caso appartengono soprattutto alla vastissima e multiforme galassia della società civile.  

Oggi, sia a livello internazionale, sia in seno ai singoli Stati, esiste su questi temi una sensibilità sconosciuta fino a qualche anno fa, ma la Lvia (Associazione Internazionale Volontari Laici), fa notare che servirebbe un impegno ben maggiore.

“Tra le priorità più urgenti, spiega Rizzi, suo presidente, è necessario far fronte alla mancanza di igiene, che sempre accompagna la mancanza d’acqua, sia negli ambienti rurali che nelle grandi città. E poi mettere in rapporto emergenza idrica e modificazioni dell’ambiente: tra le grandi emergenze del nostro tempo c’è anche quella dei rifugiati climatici”.     

Francesco Masut

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