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Antonio Marrone lascia il Pdl

Antonio Marrone

Ho appreso dalla stampa che il Comitato Provinciale del PDL ha deciso di ricandidare a sindaco della città l’avv. Antonio Prade, attribuendogli grandi meriti per quanto compiuto in questi cinque anni di amministrazione, e senza poter, o voler, valutare altre ipotesi e possibilità, magari verificando la disponibilità e l’opportunità di coinvolgere altri componenti della Giunta (quelli che davvero hanno lavorato sodo e portato a casa i risultati) o dello stesso Gruppo consiliare.

È vero, non ricandidare un sindaco in carica sarebbe stato segno di debolezza ma, in questo passaggio, bene sarebbe stato anche consultare chi, in questi anni, si è interfacciato direttamente con il sindaco Prade e mi riferisco proprio ai membri del Gruppo consiliare, compresi quelli che, con sufficienza gestionale, sono stati costantemente e sistematicamente confinati ed esclusi da ogni dibattito (quando mai c’è stato?) e programmazione amministrativa, considerando invece strategici i pareri dei troppi consulenti che hanno animato la corte del Sindaco in questi anni. Invece hanno scelto, per la città di Belluno, dirigenti di un partito che vivono la realtà amministrativa di altri comuni del territorio bellunese e, probabilmente, le dinamiche ed i rapporti che si sono vissuti in questi anni le conoscono solo per sentito dire.

Spiace che si sia deciso tutto ciò proprio in perfetta autonomia scavalcando, come detto, coloro che hanno rappresentato il PDL in Consiglio comunale in questi anni. Una procedura che, evidentemente, è stata pienamente condivisa anche dal capogruppo (ma ci ricordiamo quante volte costui si è dimesso da questo incarico?), dal momento che alla presentazione del “nuovo che avanza” – appunto, il ri-candidato Prade – si è fieramente schierato a favore di telecamere e fotografi, sedendo accanto ai dirigenti provinciali, e così come il coordinatore comunale, forse più “…uso obbedir tacendo” agli ordini superiori.

Comunque così hanno deciso, ma c’è sempre il diritto di non condividere la scelta adottata. Perciò, considerando questa decisione come l’ennesimo atto di mancato coinvolgimento (così com’è stato sistematicamente per cinque anni) anche del Gruppo consiliare, provvederò a dimettermi dallo stesso e, per le ultime sedute ancora previste di questo mandato amministrativo, aderirò, assieme ad altri colleghi che, prima di me, hanno già fatto questo passo, al “Gruppo misto”.

Antonio Marrone – consigliere comunale

Belluno 6 marzo 2012

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