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domenica, Febbraio 28, 2021
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“InMovimento”: Jacopo Massaro presenta la sua lista civica

«E’ un progetto nobile, nel quale la gente che vi partecipa ci mette la faccia. Fatto da coloro che ritengono che per cambiare occorra impegnarsi in prima persona. Ricucire le diverse fette della società e le generazioni. Perché oggi i giovani non riescono ad avere le stesse garanzie sociali di chi li ha preceduti». Lo ha detto Jacopo Massato questa mattina al centro “Rossi” in piazza Piloni, nel presentare la lista civica “InMovimento” che sostiene la sua candidatura a sindaco di belluno, insieme alle altre due liste civiche il Patto per Belluno e Insieme per Belluno. Insieme a Massaro, questa mattina, ad illustrare le linee guida del progetto, Tomaso Zampieri, Paolo Santesso, e Marco Bottaretto. «Si tratta di un lavoro costruito su due livelli, uno metodologico e l’altro programmatico» ha detto Santesso, che ha tracciato le tre direttrici per identificare il profilo dei candidati di questa lista. Innanzitutto chi vi aderisce dovrà rendere pubblico il proprio nome, non dovrà aver riportato condanne penali e potrà ricoprire cariche pubbliche per non più di due mandati. Si lavorerà su un programma di lungo periodo, fondato sulla sussidiarietà.

Il video: http://youtu.be/lNXO8qaoNaA

I dettagli de “InMovimento” Lista civica

InMovimento è un insieme di cittadini che mette al servizio della Comunità il proprio tempo e le proprie capacità per il “bene comune”, individuabile nella garanzia delle condizioni per una vita dignitosa, nella tutela del diritto di uguale accesso alle ricchezze morali, culturali ed economiche, nella propensione a stimolare le eccellenze, nel permettere che ogni generazione esprima le proprie idee e si assuma la responsabilità diretta delle scelte che ne conseguono.

SCELTE DI METODO

Le persone

Si può aderire offrendo la propria candidatura nella lista civica o il proprio contributo nell’ambito delle proprie competenze.

Chi aderisce acconsente alla pubblicazione di una propria “carta di identità” che spieghi le proprie attitudini professionali, le proprie esperienze e le proprie capacità che vengono messe a disposizione del bene comune, nonché l’assenza di conflitti di interesse.

E’ escluso il coinvolgimento di individui su cui gravino condanne giudiziarie.

E’ sancito a priori il limite temporale massimo di due mandati consecutivi per la copertura di qualsiasi incarico pubblico.

Il rapporto con i cittadini

Il confronto periodico con la cittadinanza è garantito attraverso la creazione di specifici canali di comunicazione per la raccolta di esigenze e proposte, accessibili a tutte le forze politiche.

In movimento si impegna a organizzare incontri periodici di formazione/informazione politica sia su temi di interesse generale, sia nel merito di eventuali criticità che si dovessero affrontare.

In movimento si impegna a fornire regolarmente scadenze e metodi di verifica dell’azione amministrativa basati sull’analisi di dati oggettivi e misurabili.

Un nuovo modo di fare politica

Dall’esigenza di elaborare progetti incisivi per la città scaturisce l’impegno a stilare programmi di lungo periodo, che superino gli orizzonti legati alle scadenze elettorali.

Amministrare non significa solo “fare”, ma soprattutto “mettere nelle condizioni di fare”: In movimento promuove la sussidiarietà tra le realtà sociali ed economiche esistenti nel tessuto cittadino, attraverso lo sviluppo di iniziative in sinergia con gli interessi della cittadinanza.

OBIETTIVI

La “Questione bellunese”

In Movimento è al servizio dei Bellunesi; si fonda sul sano senso civico esistente nei cittadini e intende promuovere rinnovata fiducia nella collettività e nella partecipazione: la possibilità di individuare e perseguire insieme il bene comune per la cittadinanza è compartecipazione attiva agli eventi che hanno luogo nella comunità e influiscono sensibilmente nella vita di ciascun cittadino, contrapposta alla rassegnazione passiva e impotente dinanzi agli eventi quotidiani che pregiudica aspettative e speranze di una componente purtroppo sempre più ampia della popolazione.

L’esperienza amministrativa, in virtù del principio ispiratore del Bene Comune, deve fungere da catalizzatore delle risorse già insite nel tessuto sociale della città, che ad oggi tuttavia non riescono a beneficiare di adeguati canali per potersi esprimere; da cui l’esigenza di sviluppare sinergie tra i diversi interlocutori, intessendo una rete tra le realtà esistenti affinché puntino agli stessi obiettivi.

La grande sfida è quella di collaborare per individuare e perseguire il bene comune della cittadinanza, imparando a cogliere e a interpretare le esigenze della realtà sociale per poter fornire soluzioni concrete alle problematiche dei nostri tempi. Ancora più ambizioso tuttavia è l’obiettivo di coinvolgere la collettività nell’apprendimento di strumenti che consentano alla collettività stessa di elaborare sempre nuove strategie dinanzi alle criticità di un mondo globale con cui necessariamente ci si deve confrontare.

La “Questione bellunese”, pertanto, si sviluppa su due binari principali: da un lato il riconoscimento della vera vocazione di Belluno e del suo territorio, dall’altro l’urgenza di un serio progetto di educazione alla progettualità che consenta di impostare riforme strutturali durature e incisive per la città.

 

I 5 PILASTRI DEL PROGRAMMA

 

1. Qualità della vita

Per la misura d’uomo e la favorevole dislocazione territoriale, la città di Belluno si fregia da diversi anni dei primissimi posti nella classifica dei capoluoghi più vivibili d’Italia. Ciononostante, la Qualità della vita percepita dai cittadini rispecchia sempre meno tali valori di eccellenza, specie tra i giovani e la prima età adulta, confermando la scarsa propensione di Belluno all’accoglienza di popolazione giovane e in età lavorativa.

Il fiore all’occhiello della città di Belluno, la naturale vocazione insita nell’offerta di elevati livelli di Qualità della vita, oggi è messa in discussione da un inesorabile invecchiamento della cittadinanza: vi è dunque l’urgenza di invertire con interventi strutturali tale tendenza demografica, ricucendo lo strappo intergenerazionale che vede sempre più adolescenti demotivati privi di nuovi stimoli socio-culturali, giovani talenti senza alcuna opportunità di esercitare nella città d’origine la professione per cui si sono formati, famiglie prive dei servizi minimi di supporto abbandonate alle loro problematiche…

Il valore aggiunto di vivere a Belluno, tuttavia, va garantito ai cittadini di ogni età, adeguando l’offerta esistente dei servizi alla persona e dei servizi in genere, e a quanti provengono da altre realtà, al fine di incentivare e incrementare l’apporto di culture e professionalità dall’esterno.

2. Sussidiarietà

Storico tasto dolente della mentalità bellunese è la reticenza a “fare rete”, la difficoltà di individuare e sfruttare le potenziali sinergie tra le numerose realtà esistenti, spesso nicchie di eccellenza che tuttavia da sole non possono reggere il confronto con i numeri e i volumi della dimensione globale.

E’ urgente un ruolo diverso e determinante dell’amministrazione pubblica, che deve proporsi come promotore e garante super partes di tavoli di lavoro tra le realtà (economiche, sociali, ecc.) esistenti perché si innestino virtuosi meccanismi collaborativi, quando anche non si riescano a strutturare organizzazioni distrettuali che consentano di tornare a essere competitivi nel mercato e nel sistema globali.

3. Il sistema città

Nonostante il ridotto numero di abitanti, la città di Belluno soffre di un’eccessiva dispersione della popolazione tra le numerose frazioni del territorio; il Centro Storico non è percepito dalla cittadinanza come fulcro della vita cittadina e non sono peraltro sviluppati servizi di trasporto o itinerari che leghino efficacemente il centro con la periferia: ne consegue tra l’altro una difficoltà degli abitanti a riconoscersi in un’unica identità cittadina.

Occorre recuperare la tradizione della città, individuando occasioni e tempi adeguati perché venga coinvolta anche una grossa componente di cittadini provenienti da fuori Belluno. Il sistema città deve essere ripristinato a partire da un accesso ai servizi uguale per tutti, da una rete di realtà sociali e imprenditoriali che esuli dalla contiguità territoriale, da canali di comunicazione fisica e virtuale che non lascino in condizioni di isolamento o arretratezza intere zone periferiche.

 

4. Belluno capoluogo

Il ridotto numero di abitanti della città di Belluno non gioca a favore del ruolo istituzionale di Capoluogo di Provincia: la popolazione non è sufficiente per far fronte adeguatamente ai costi amministrativi e di servizi necessari per supportare gli oneri di Capoluogo.

Tuttavia, a maggior ragione in un quadro di grande incertezza rispetto al futuro della Provincia, la città di Belluno non può esimersi dal rimanere comunque il punto di riferimento per i Comuni della Provincia, fungendo da capofila nel sostegno alle istanze locali nei confronti della Regione, coordinando i tavoli di lavoro comuni o indirizzando l’organizzazione dei servizi su tutto il territorio provinciale.

In altri termini, un maggiore peso politico e culturale, oltre a dare lustro alla città, è necessario per far gravitare l’attività socio-economica dei Comuni della Provincia attorno alla città di Belluno, garantendo il ritorno economico necessario per far fronte agli oneri di Capoluogo.

 

5. Turismo

La città di Belluno e la sua realtà territoriale hanno attraversato epoche molto diverse tra loro negli ultimi decenni: da città depressa e sottosviluppata nel terzo quarto del secolo scorso, Belluno ha conosciuto un contesto sociale e produttivo fiorente negli anni ’80 e ’90, per poi ripiombare nuovamente nell’apatia e nell’anonimato socio-culturale degli ultimi dieci anni. In effetti la dinamica socio-economica di una piccola realtà come Belluno non poteva che seguire nel bene e nel male la parabola del più ampio “Nord-est produttivo”, ma oggi più che in passato vi è una possibilità di riscatto nel riconoscere e sviluppare la vocazione turistica di questa città, incastonata tra le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità!

La proclamazione stessa di Patrimonio dell’Umanità invita la realtà locale all’accoglienza nei confronti dei visitatori, alla progettazione di un contesto ricettivo che individua già in Belluno le condizioni logistiche naturali perché diventi una piattaforma turistica di riferimento nel territorio, dove tuttavia è urgente sviluppare una rete di servizi efficienti in grado di organizzare l’afflusso di visitatori. I numeri perché si sviluppi un insieme di attività ricettive in grado di fornire differenti offerte turistiche non ci sono, tuttavia c’è ampio spazio per mettere in piedi un distretto turistico ben organizzato, che si avvalga di singole realtà specializzate in grado di fornire ai visitatori un’offerta quanto più appetibile e differenziata possibile.

 

 

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