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domenica, Ottobre 25, 2020
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Montagna veneta in sofferenza, servono azioni immediate

Il turismo montano del Veneto attraversa una fase di sofferenza. La mancanza di neve registrata nella prima parte della stagione invernale, con le relative spese per i cannoni sparaneve e gli effetti sulle presenze, ha di fatto acuito la crisi finanziari ed economica generale, provocando una diminuzione del 20, 30 e, in alcuni sporadici casi, anche del 50 per cento del bilancio delle imprese di settore. Servono risposte rapide, immediate, per evitare che il sistema dell’ospitalità montana regionale resti senza fiato, imboccando una strada in discesa e senza ritorno. Sul tappeto la Regione mette immediatamente tre proposte, principalmente legate alla possibilità di sostenere finanziariamente le aziende e di ricapitalizzarle, tramite la Veneto Sviluppo, ed è pronta ad attivarsi per attivare ogni iniziativa capace di dare prospettive ad uno scenario al momento non roseo.

E’ stato questo il tema del consulto svoltosi stamani in provincia di Belluno, dove l’assessore al turismo del Veneto Marino Finozzi ha convocato Veneto Sviluppo (con il consigliere di amministrazione Piero Zannoni e il direttore generale Paolo Giopp), Assoturismo, Confturismo, Federturismo, Cai, Uncem, ANEF, i Consorzi turistici che operano anche in zona montana, dal Monte Baldo alle Prealpi Treviane, i responsabili delle direzioni regionali turismo, sviluppo montano e impianti a fune. Una indisposizione ha impedito a Finozzi di essere presente, ma la Regione era rappresentata dai tre consiglieri bellunesi Dario Bond, Sergio Reolon, Matteo Toscani che, sia pure da punti di vista diversi, hanno richiamato l’esigenza di utilizzare la discussione della Finanziaria regionale 2012 per inserire gli interventi legislativi necessari e per portare avanti quelle azioni, trasversali ai partiti e ai settori, di cui la montagna ha in questo momento un urgente bisogno.

C’è stata sostanziale concordanza sui pacchetti finanziari cui sta lavorando Finozzi per dare le risposte più immediate e concrete: utilizzare i fondi di rotazione già attivati presso al Veneto Sviluppo, adeguando le leggi che li governano, per sostenere il fabbisogno finanziario delle le aziende; ricapitalizzare le aziende stesse con finanziamenti partecipati Veneto Sviluppo – Aziende e convertire le passività bancarie a breve (i prestiti “di esercizio” a scadenza ravvicinata, spesso utilizzati per realizzare interventi strutturali) in operazioni bancarie a più lungo termine in modo da riportare in bonus le aziende in sofferenza; favorire gli investimenti richiesti ed effettuati da imprese tra loro raggruppate. I consiglieri regionali hanno anche invitato a trovare modalità di utilizzo dei fondi FAS che consentano ricadute sulla montagna, prevedendo progetti a regia regionale. Rispetto a queste opportunità attivabili in tempo molto rapidi, gli esercenti degli impianti a fune e Confindustria hanno fatto sapere di essere già pronti ad accompagnare le aziende aderenti ad aderire rapidamente. E’ stata anche chiesta la possibilità che le aziende venete possano avere anche sotto il profilo urbanistico le stesse possibilità dei concorrenti nei confinanti territori a statuto speciale (e se ne parlerà in un prossimo incontro del tavolo di concertazione), mentre rimane irrisolto il problema delle facilitazioni finanziarie delle quali possono usufruire quei sistemi turistici.

Nella foto da sinistra: Giopp, Rosso, Zannoni

 

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