L’occasione del primo Congresso provinciale del Pdl poteva essere utile a sancire il rilancio di un grande partito su base locale; purtroppo si è invece assistito alla nascita di un partitino che mobilita un centinaio di persone all’ascolto dei lavori congressuali e un altro paio di cento a votare durante l’arco della giornata. Ben poca cosa se ci si confronta con i numeri della popolazione bellunese e ancor più poca se si proporzionalizzano rispetto alla mobilitazione avvenuta in altre località. Già, ma mentre in giro per l’Italia si è lasciato correre, anche troppo, sulle modalità di iscrizione che hanno portato in molti casi ad evidenziare vere e proprie falsità, qui la partita si è giocata sull’esclusione di oltre duecento tesserati che, pur in regola su tutto (dai moduli, ai documenti di identità, al pagamernto nei tempi) avevano un unico neo: un pagamento cumulativo. Mentre in qualche città si ammettevano elenchi di nomi, senza documenti allegati, ricopiati dall’elenco del telefono (defunti compresi); mentre in qualche altra città si ammettavano elenchi ripresi pari pari da quelli di associazioni che nulla avevano di politico nel loro statuto; a Belluno si cavillava sul fatto del bonifico cumalitivo, respingendo ogni tipo di mediazione di buon senso. E così da un numero di iscritti potenziali inferiore a 800, si scendeva sotto i 600, tra i quali un discreto numero collegato per affinità politica ai 200 e rotti sospesi; cosa che ha fatto sì che, per solidarietà con gli esclusi, molti di questi ultimi, pur essendo ammessi, abbiano deciso di non partecipare al voto congressuale. Risultato: 300 votanti, metà degli aventi diritto, poco più di un terzo se si considerano anche i sospesi. Per vincere il campionato ci vuole un buono staff tecnico e una rosa ampia; altrimenti tra infortuni e avversari tosti si rischia non solo di non vincere, ma addirittura la retrocessione. Su questo ragionamento, recependo i suggerimenti del coordinatore regionale Giorgetti, avevo aperto nelle ultime ore un dialogo col neo coordinatore provinciale Ghezze, senza pretese personali, ma spronandolo a includere nella segrerteria persone valide e giovani che rappresentavano l’altro mezzo partito; cosa questa che sarebbe stata vantaggiosa anche allo stesso Ghezze e sulla quale si era speso come mediatore e uomo di garanzia, durante la notte di venerdì, anche il senatore Cutrufo, presidente dell’assemblea congressuale. Il nuovo Pdl alla fine ha scelto di escludere i nominativi concordati, volendo invece blindare una segreteria con persone certamente di massimo rispetto ma che, almeno guardando le foto sulla stampa odierna, non rappresentano certemente il nuovo che avanza. Se togliamo il colore a quelle foto potremmo infatti confonderle con immagini di repertorio di un vecchio congresso Dc anni Sessanta/Settanta. Il nuovo Pdl ha deciso dunque di non confrontrarsi con noi all’interno della segreteria, lasciando in tribuna tanti giocatori giovani e vogliosi di esprimersi. Noi comunque andremo avanti lo stesso, da semplici militanti e a questo punto liberi da vincoli di scuderia, senza perdere l’enstusiasmo della partecipazione democratica alla vita politica provinciale e cittadina. Ci sono molte e validissime persone tra gli esclusi, tra cui anche navigati amministratori: con questi intendiamo dar vita a diverse proposte in vista delle imminenti scadenze elettorali.
Michele Carbogno
