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Arrivano le semplificazioni in materia ambientale per la ristorazione, i laboratori di estetica e tante altre piccole attività finora penalizzate da adempimenti sulle acque reflue e sull’impatto acustico

Walter Capraro

Sulla G.U. del 3 febbraio sono state pubblicate le recenti norme di semplificazione di alcuni adempimenti amministrativi in materia ambientale, che entreranno in vigore il prossimo 18 febbraio. Le semplificazioni riguardano, tra l’altro, le autorizzazioni allo scarico delle acque provenienti da attività produttive. La novità principale è rappresentata dall’assimilazione alle acque reflue domestiche degli scarichi provenienti da insediamenti in cui si svolgono attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali provengono esclusivamente da servizi igienici, cucine e mense, nonché delle acque reflue provenienti da alcune categorie di attività che finora erano state penalizzate dalla normativa. “La semplificazione interessa oltre ad alcune attività di ristorazione – dice Walter Capraro, direttore dell’Unione Artigiani e Piccola Industria – anche i laboratori di acconciatura e di estetica, le piccole lavanderie, i laboratori artigianali di dolciumi, pane e prodotti freschi, le gelaterie e i centri benessere. Ci sono voluti anni a far capire ai vari governi che si trattava di attività che producevano scarichi del tutto simili, per quantità e qualità, a quelli di una famiglia o al massimo di un condominio: con l’assimilazione ai reflui domestici si è realizzata l’equità.” Nello stesso decreto sono state introdotte semplificazioni anche per quanto riguarda la documentazione di impatto acustico che talune attività sono obbligate a presentare al Comune per il rilascio della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio di attività. “Anche in questo ha finalmente trovato spazio il buon senso – dice Capraro. Dagli obblighi burocratici legati all’impatto acustico vengono, infatti, definitivamente esonerati gli odontotecnici, gli istituti di bellezza ed estetica, i fotografi, i grafici, gli ottici, gli orefici e i laboratori artigiani alimentari. Anche questa semplificazione ha richiesto molto tempo per essere recepita: per la prima volta il problema è stato, infatti, evidenziato nel 2007, quando si è cominciata l’attività di Misurazione degli Oneri Amministrativi, che da allora prosegue ininterrottamente. La speranza è che non debbano trascorrere altri 5 anni perché il governo esamini le decine e decine di altri casi che abbiamo già portato alla sua attenzione.”

 

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