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mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Piano socio-sanitario. Reolon: “Discussione resa difficilissima da metodi di lavoro irresponsabili”

Sergio Reolon

“Non è possibile proseguire con un metodo di lavoro nel quale, mentre in commissione si discute di principi, nelle segrete stanze si decide sulla rete e sulle schede ospedaliere. Si tratta di atteggiamenti irresponsabili che mettono a rischio la stessa possibilità che la programmazione socio sanitaria sia approvata”. E’ dura la presa di posizione del consigliere regionale del Pd, Sergio Reolon, a margine della seduta odierna della commissione socio-sanitaria. “Il PD vuole che si faccia il Piano: per questo chiediamo alla maggioranza di assumere atteggiamenti più responsabili e di mettere le carte in tavola, finendola anche con lo stillicidio di dichiarazioni estemporanee, che hanno come unico risultato di rendere difficilissima la discussione e di esacerbare gli animi dei cittadini che non capiscono più cosa sta succedendo e quale sarà il destino dei propri ospedali”. L’esponente democratico bellunese stigmatizza in questo senso le uscite di Zaia “non è accettabile che il presidente della Regione licenzi un piano che prevede 22 Ulss e poi dichiari che ne basterebbero 7” e del capogruppo della Lega, Federico Caner “che non trova nulla di meglio da fare che puntare l’indice sugli sprechi delle Ulss bellunesi e dichiarare che le corriere dei partecipanti ad una recente manifestazione tenutasi a Venezia sarebbero state pagate dal PD”. “Nel merito della situazione bellunese ribadisco che l’ospedale San Martino di Belluno deve essere classificato come gli altri ospedali dei capoluoghi di provincia e che Feltre deve mantenere le sue peculiarità al servizio di un territorio che abbraccia anche aree confinanti. Per quanto riguarda Pieve di Cadore ed Agordo, devono esserci ospedali di rete con pronto soccorso di primo livello e con reparti necessari a tale funzione, mentre l’ospedale di Cortina va riqualificato e ridefinito nelle sue funzioni”. “In questa prospettiva Belluno e Feltre devono integrare i loro servizi extra sanitari in modo da ridurre i costi e accrescere la funzionalità dell’insieme. Nel Piano – conclude Reolon – deve essere prevista la realizzazione per il territorio bellunese di un sistema di ambulanze medicalizzate per una vera rete di emergenza ed urgenza.Bisogna infine assicurare le risorse necessarie per garantire la totale copertura di tutti i costi dei servizi previsti dal Piano medesimo”.

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