
C’è da chiedersi dov’era Prade in questi anni e cosa ha fatto perché Belluno assumesse il proprio ruolo “guida” delle politiche di coesione di cui questo territorio ha bisogno, non oggi ma da sempre. Dov’era il Comune quando l’Ente Provincia e gli Stati Generali , insieme di tutte le forze sociali , economiche, religiose e istituzionali del territorio , hanno prodotto gli ultimi (unici?) documenti unitari e trasversali quali quelli per riprendere in mano la gestione dell’acqua e la proposta di legge per l’Autonomia? Forse era impegnato a rimarcare che Belluno era periferia di Venezia prima che capitale delle Dolomiti. O a tentare lo spostamento della sede Usl , l’affossamento della Sersa e della Fondazione Teatro delle Dolomiti (grandi esempi di coordinamento di servizi sovra-comunali) . Forse dimentica di aver già partecipato ad una campagna elettorale in cui il centrodestra unito (PDL e Lega) ha fatto la battaglia contro un Ente falsamente proposto come “inutile” perché guidato da qualcuno che litigava con questo e con quello proponendo come garanzia la magnifica illusione del filotto locale/regionale/nazionale . Sappiamo come è andata a finire . Ma anziché nascondersi dietro la storiella della Provincia incapace di tessere relazioni , bastano un paio di progettini per confutare la cosa quali l’accordo interistituzionale per il riconoscimento delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, l’accordo interprovinciale sulla rivitalizzazione del Piave con Treviso e Venezia e l’interreg Piave Drava, o il demanio idrico , le competenze urbanistiche e sulla difesa idrogeologica , forse sarebbe opportuno una riflessione seria e costruttiva fatta però con onestà intellettuale e chiarezza istituzionale. Forse bisognerebbe dichiarare che l’Ente Provincia serve. E serve una battaglia coesa per far sì che diventi un consorzio di secondo livello come proposto da qualcuno. Serve perché in questi mesi tutti abbiamo assistito allo sfaldamento del territorio e la iper-frammentazione delle azioni. Serve perché ormai è chiaro che non ci sarà mai l’unità d’intenti senza una visione d’insieme dell’area vasta bellunese . Ancora di più serve oggi che al bellunese è stata riconosciuta la specificità nel Veneto e alla Provincia devono essere trasferite competenze e risorse per l’ auto-governo. Partiamo da quì. Certi che serve il riscatto di un progetto culturale e politico che coniughi esigenze dei singoli con la forza di una piattaforma territoriale ampia, forse persino oltre i perimetri storici della provincia . Perchè l’insieme è molto di più della somma delle singole parti.
Irma Visalli – Partito Democratico


