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martedì, Ottobre 27, 2020
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Comitato No Altanon: “C’è troppa fretta di chiudere la partita”

“Prendiamo atto, purtroppo, che l’Amministrazione comunale, per la seconda volta, ha fretta di chiudere la partita dell’Altanon. – lo scrive in una nota il Comitato No Altanon di Feltre –  Non ne comprendiamo appieno le motivazioni ma le possiamo immaginare. Sicuramente da queste motivazioni sfuggono gli interessi della città. Siamo infatti fermamente convinti che la città avrebbe bisogno d’altro e non di una nuova colata di cemento, che come abbiamo avuto poi modo di dimostrare è perfino superiore alla “colata Chipperfield”. Fatta la doverosa premessa entriamo nel merito della decisione presa dal primo cittadino di porre alla discussione del prossimo cons. com. il mandato di partecipare alla conferenza dei servizi in Regione, con pieni poteri che tradotto significa sostenere e promuovere il progetto. Ammettiamo che non finiamo di sorprenderci. Abbiamo ripetutamente chiesto, ai forum, sulla stampa, nelle interviste, nei confronti pubblici, ovunque ne abbiamo avuto la possibilità di farlo, che era (ed è) necessario coinvolgere la città nel suo insieme per decidere il tipo di intervento da fare in quell’area. Abbiamo ripetuto fino alla nausea che questo progetto non lo si può far passare sopra la testa dei cittadini. Abbiamo implorato fino ad essere esausti che si dovevano e devono dare tutte le informazioni necessarie, che bisogna essere chiari, che tutti devono sapere esattamente cosa si propone di realizzare in quel luogo perché saranno scaricati migliaia di metri cubi di cemento, si modificherà la struttura urbanistica della città, si inciderà pesantemente nella mobilità, in parole povere si trasformerà radicalmente tutto. Nella premessa abbiamo chiaramente detto che questa trasformazione la riteniamo inutile anzi dannosa, ma non è questo il punto. Il punto ora in discussione è che si sta di fatto esautorando la città in una decisione che la riguarda. Non si è fatto nulla per informare correttamente, non si è fatto nulla per coinvolgere, non si è fatto nulla per approfondire, non si è fatto nulla per spiegare. Alla fine si è perfino arrivati a scegliere la strada della conferenza dei servizi da tenersi a Venezia giustificando questa scelta con la necessità di abbreviare i tempi, e non capiamo perché, o per chi, questi tempi dovrebbero essere abbreviati. L’amministrazione è giunta al punto di sostenere che questo progetto, e sfidiamo chiunque a dimostrare progetto alla mano che ciò corrisponde a verità, ha con sé elementi di interesse pubblico, particolare necessario ai fini dell’accettazione da parte della Regione per decretare il progetto soggetto a corsia preferenziale. Atteggiamento d’attenzione, deontologicamente corretto, vorrebbe che un consiglio comunale in scadenza non si prendesse la responsabilità di decidere su una vicenda così delicata ed importante che, come dimostrano tre ricorsi al TAR (di cui uno praticamente collettivo), sul precedente progetto ha coinvolto profondamente i cittadini feltrini. Questo vorremmo avvenisse al prossimo consiglio. Confidiamo  nel fatto che i consiglieri comunali dimostrino la loro autonomia e non diano carta bianca al sindaco ma richiedano con una voce sola che la decisione non sia presa a Venezia ma sia presa nella sua sede naturale, Feltre con la sua comunità. Cittadini  feltrini – conclude la nota –  vi invitiamo a partecipare numerosi  al prossimo Consiglio comunale”.

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