
In questi giorni la quinta commissione della Regione Veneto sta discutendo gli emendamenti al nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. All’interno di un percorso di ascolto e di raccolta di contributi e proposte, organizzato dalla conferenza dei sindaci dell’Ulss 1, ancora l’estate scorsa assieme alle confederazione e alle categorie dei pensionati di Cisl e Uil abbiamo prodotto e consegnato una serie di valutazioni ed osservazioni sul futura della sanità in montagna. Quelle osservazioni, assieme a tanti altri contributi provenienti da svariate associazioni ed enti locali, hanno, attraverso un lavoro di coerente cablatura, composto il documento finale che è stato registrato dalla quinta commissione il 22 Settembre scorso. Va da sè che l’importanza del servizio sanitario e della sua offerta sul territorio, che per noi deve mantenere un carattere universalistico, è fortunatamente oggetto di interessamento, ma anche di preoccupazione, di tanti altri soggetti e singoli cittadini che nella loro autonomia hanno deciso di dare un proprio originale contributo in difesa della sanità bellunese producendo ulteriori proposte e volendole sostenere con autonome ed appropriate iniziative come la manifestazione del 26 Gennaio prossimo. Se da una parte guardiamo con favore e simpatia a queste iniziative, dall’altra crediamo che nessuno, nemmeno la Cgil complessivamente intesa, può mettere il cappello ad iniziative che è giusto che mantengano una loro dimensione aperta e non di parte. Questo rispetto lo dobbiamo a tutti quei cittadini che si sentono accomunati nella difesa di un bene comune come la sanità indipendentemente dalla loro collocazione politica o appartenenza sindacale.
Renato Bressan – segretario generale Cgil Belluno


