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In Crepadona dal 21 gennaio: le reti frattali di Fernando Garbellotto

Belluno, Palazzo Crepadona 21 gennaio – 19 febbraio 2012 In collaborazione con Anti: Galleria d’Arte Contemporanea, Mestre Inaugurazione sabato 21 gennaio 2012, ore 18.00

La mostra antologica racchiude il percorso dell’artista veneziano dal 1969 a oggi. Clou dell’esposizione le 20 reti frattali installate nel loggiato di Palazzo Crepadona. Sabato 4 febbraio dalle 17.00 performance dal vivo in piazza Duomo a Belluno Una mostra antologica che racconta una carriera iniziata più di 40 anni fa, ma che nella pur esemplare coerenza, non smette di essere innovativa e apprezzata attraverso continui riconoscimenti. Fractal Net Singing. Respirare l’ombra è come toccare un corpo, aperta dal 21 gennaio al 19 febbraio 2012 nelle sale di Palazzo Crepadona a Belluno, racchiude il percorso artistico di Fernando Garbellotto (Portogruaro, Venezia, 1955) a partire dalle prime opere del 1969 per giungere alle reti, approfondimento sulle ricerche compiute dall’artista attraverso i frattali. L’esposizione, a cura del critico Antonella Alban e realizzata su iniziativa di Duilio Dal Fabbro dalla Galleria d’Arte Contemporanea Anti: di Mestre, con il patrocinio del Comune di Belluno e dell’assessorato alla Cultura della Provincia di Venezia, presenta circa venti opere di Fernando Garbellotto, frutto di un lungo lavoro di ricerca sul senso e la profondità dell’esistenza, che l’artista ha esemplificato in reti. Come spiega Garbellotto stesso «la rete è il segno invisibile delle relazioni fra tutti i viventi, è il segno indelebile della vita, fin dalla sua origine». Sono esposte quindi in mostra opere su tela e carta di fine anni sessanta, che riprendono questo motivo conduttore dell’indagine artistico-filosofica del Maestro, gli assemblaggi con reti annodate degli ultimi anni, realizzate con le comuni tele destinate ai quadri, alcune precedentemente dipinte, tagliate in strisce delle medesime dimensioni e annodate rispettando distanze uguali, secondo una sequenza artigianale che recupera la tessitura tradizionale, tra cui la serie dedicata alle bandiere flags (2008), e le opere Crocifisso e Inginocchiatoio, e infine un’installazione creata ad hoc per l’evento: 20 reti frattali disposte in fila lungo il loggiato di Palazzo Crepadona, che si fonderanno a suoni registrati direttamente a Belluno e diffusi nello spazio espositivo. Saranno inoltre proiettati due video: Fractal Net Thinking. Sliding Venice realizzato in occasione della mostra allestita alla Collezione Peggy Guggenheim, e Fractal Net Singing, scelto per il Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e presentato anche nell’ambito dell’ultima Mostra del Cinema lagunare, frutto dal lavoro di collaborazione tra l’artista e il regista vicentino Giancarlo Marinelli, con la sonorizzazione della cantante Elisa. Fanno parte della mostra antologica anche alcune fotografie con rete ricavate dal video Fractal Net Singing. Infine sabato 4 febbraio 2012, a partire dalle ore 17.00, in piazza Duomo a Belluno è in programma una performance con proiezioni sulle pareti del Duomo e del Municipio, sullo sfondo dei suoni raccolti dal vivo in città. Saranno presenti il Maestro Fernando Garbellotto e il regista Giancarlo Marinelli. Il catalogo dell’esposizione, edito da Silvana Editoriale, è curato da Antonella Alban e ospita interventi critici di Andrea Bruciati, Giovanni Granzotto e Lorena Gava. Fernando Garbellotto nasce a Portogruaro nel 1955. Vive e lavora a Portogruaro. Dopo gli studi umanistici e la laurea in giurisprudenza, all’inizio degli anni Ottanta Garbellotto “prende a riflettere intensamente e sistematicamente sulle ragioni della pittura” (Flaminio Gualdoni). E’ di questo periodo il primo ciclo pittorico chiamato “Emergenze”. Nella seconda metà degli anni ottanta la trattazione della superficie si fa a-pittorica, per confluire in una sorta di geometrismo dove la luce, da fisica, diventa metafisica. Questo secondo ciclo prende il nome di “Sospensioni”. Verso la fine del decennio, affascinato dalle recentissime teorie di Benoit Mandelbrot sul caos e sui frattali, Garbellotto si dedica intensamente a nuove sperimentazioni iconografiche e traccia un altro campo di ricerca che prosegue tuttora, quello dei “Frattali”. Nel 1997 fonda a Milano con altri otto artisti, il movimento “Caos italiano” che effettua una dozzina di mostre in Italia e all’estero. Nel 2007 giunge all’elaborazione di ciò che egli stesso definisce il punto di sintesi della ricerca degli ultimi vent’anni: le reti frattali. Realizza per Christian Dior, l’immagine per il lancio di un nuovo prodotto. Nel 2008 inizia la sua collaborazione con la Galleria d’Arte Contemporanea Anti: di Mestre. Nel 2009 inizia a realizzare anche video e video installazioni; la sua prima performance “Fractal Net Thinking” viene presentata alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Nel 2011 è stato presente al Padiglione Italia della Biennale di Venezia con la video-installazione “Fractal Net Singing” realizzata con la regia di Giancarlo Marinelli e sonorizzazione di Elisa e con l’installazione “Trama” a Palazzo Fortuny di Venezia nell’ambito della mostra TRA – Edge of Becoming. Fernando Garbellotto Fractal Net Singing Respirare l’ombra è come toccare un corpo Belluno, Palazzo Crepadona Dal 21 gennaio al 19 febbraio 2012 Aperto tutti i giorni dalle 15.00 alle 18.30 Sabato dalle 10.00 alle 13.00 Lunedì chiuso Ingresso libero

 

Belluno apre il 2012 accogliendo un artista di fama internazionale: Fernando Garbellotto. Le sue opere sono state esposte alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia e alla 54a Biennale Internazionale d’Arte, sempre di Venezia, solo per citare alcune tra le tappe della sua carriera. L’arte di Garbellotto è moderna, modernissima, frutto di riflessioni sulla nostra civiltà, e si esplica attraverso installazioni anche multimediali che abbracciano letteralmente il visitatore sollecitandone le percezioni. Un artista di questo calibro ha scelto Belluno per la sua Fractal Net Singing – Respirare l’ombra è come toccare un corpo, mostra antologica che racchiude il suo percorso artistico, a partire dalle prime opere del 1969 per giungere alle reti, approfondimento sulle ricerche compiute dall’artista attraverso la complessa geometria dei frattali. Questo è il primo motivo di orgoglio, a testimonianza che la nostra città, negli anni e grazie al susseguirsi di grandi mostre, si è fatta un nome nel mondo artistico, per la capacità di realizzare progetti importanti e per la disponibilità degli spazi espositivi: la nostra Crepadona, con i rinnovati loggiati e il Cubo, benissimo si presta ad accogliere l’arte in ogni sua manifestazione. Il secondo motivo di soddisfazione è la modernità assoluta di questo evento incentrato sul tema della rete sia nella sua accezione relativa al web, che ormai permea le nostre vite, sia in riferimento al concetto più antico e sempre valido di solidarietà, di relazioni, di collaborazione, e ancora come simbolo del crocevia, della scelta, delle possibilità. La mostra che accoglieremo non porta con sé la rassicurante solidità dell’arte classica figurativa, ma la destabilizzante e continua ricerca espressiva propria dell’arte contemporanea, solo in parte anticipata a Belluno dal progetto GaBLs. Ci auguriamo che questo omaggio di Garbellotto alla nostra città incuriosisca e giunga gradito al pubblico. Maria Grazia Passuello Assessore alla Cultura Antonio Prade Sindaco

 

Si è chiuso il fantastico ciclo espositivo dell’artista Fernando Garbellotto nelle rilevanti sedi museali di Venezia: alla Peggy Guggenheim Collection, proposto dal direttore Philip Rylands, a Palazzo Fortuny, nella straordinaria collettiva TRA-Edge of Becoming, al Palazzo del Cinema, nella 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e all’Arsenale nel Padiglione Italia, nella 54a Esposizione d’Arte. Ottimi i consensi, grande la visibilità e notevoli i riscontri in ambito nazionale e internazionale. Dopo tali contesti con il nuovo anno continua l’iter espositivo e “l’avvocato” si concede un’altra grande occasione proponendo – in una mirabile personale – i primi lavori su carta (carte-frattali di fine anni sessanta), gli assemblaggi con reti e videoregistrazioni, a Palazzo Crepadona, nel cuore del centro storico di Belluno, dal 21 gennaio fino al 19 febbraio 2012. Alla mostra si unisce la performance Fractal Net Thinking (videoproiezione esterna sulla facciata del duomo), un omaggio di Fernando Garbellotto alla città. Le complesse tematiche del lavoro artistico del Maestro richiedono grande professionalità e interventi in équipe costituite da attori, cantanti professionisti, artisti multimediali. Il video d’arte Fractal Net Singing, capolavoro di emozioni e abilità artistiche, nasce da un’idea di Fernando Garbellotto con la regia di Giancarlo Marinelli. Fernando Garbellotto ha sempre mostrato un profondo interesse nei confronti dell’espressione artistica. Dopo lunghe ricerche giunge a una sintesi circa le teorie geometrico-frattali: fare semplici nodi su strisce di tela dipinta per formare delle reti. Operazioni banali, semplici, forse casuali, ma di grande fantasia e valore artistico. Nodi d’arte, dunque, come i “casuali” tagli di un tale Lucio Fontana, le controverse scatolette di Piero Manzoni, i chiodi di Enrico Castellani e i legni di Agostino Bonalumi, fortunati Maestri concettuali della seconda metà del Novecento italiano. Sono una vera sorpresa questi “nodi a rete” di Fernando Garbellotto e sono orgoglioso di collaborare con Anti: Galleria d’Arte Contemporanea di Venezia Mestre, all’organizzazione di questa importante mostra nel prestigioso Palazzo Crepadona. Si tratta di un evento culturale decisamente significativo patrocinato dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Belluno con l’amministrazione comunale della città. Un doveroso grazie alla dott.ssa Maria Grazia Passuello, Assessore alla Cultura, che ci onora ospitandoci in questo celebre Palazzo cinquecentesco. Un particolare ringraziamento alla curatrice prof.ssa Antonella Alban, alla dott.ssa Marta Mazza, storica dell’arte della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, al prof. Andrea Bruciati, al prof. Giovanni Granzotto e alla prof.ssa Lorena Gava per i testi in catalogo e le indagini storico-critiche. Infine, un sentito ringraziamento agli sponsor, in particolare alla Banca Prealpi, che dimostra grande sensibilità per la promozione dell’arte e della cultura in generale. Duilio Dal Fabbro Responsabile organizzativo

 

L’era postmoderna in cui viviamo vede la presenza di numerose ed eclettiche istanze artistiche, tese a mettere in luce un’inquietudine di ricerca che induce allo spaesamento, all’esasperazione della soggettività, alla lacerazione ideologica. In questa spinta verso la frammentazione, la provvisorietà, la fluidità vi è un artista che ricerca strenuamente e caparbiamente la certezza della sopravvivenza dell’Io nel caos della quotidianità: Fernando Garbellotto. Un Io che viene ricostruito nel suo rapporto con la natura, con l’essenza stessa dell’essere, con l’esistenza. Fare arte per Garbellotto significa interrogarsi sulle leggi che governano il mondo, operando una ricostruzione dell’Io attraverso tutte le possibili interazioni e le infinite evoluzioni, in un processo continuo di conoscenza. Come la vita stessa, l’Io si rigenera in molteplici relazioni che non hanno fine, che innescano altri racconti e altre scritture, diventando sempre più corali e coinvolgenti. In quest’ottica si innesta l’approfondimento portato avanti da Garbellotto sulle reti frattali. Reti intrecciate e colorate per creare una fusione tra spazio reale e spazio ideale, reti che rappresentano relazioni tra presente e passato in un continuum infinito di possibilità, reti che ritmano il respiro del tempo e dello spazio, della materia e del vuoto, dell’essere e del non essere. Per dirla con l’artista stesso: “Spinto dalla volontà di trovare nuovi sviluppi artistici all’astrattismo geometrico, sostanzialmente euclideo, affascinato dalle allora recenti teorizzazioni proprio in materia di frattali di Benoît Mandelbrot, mi sono convinto che questa nuova geometria, post-euclidea, fosse in grado di ‘spiegare’ meglio la natura e le leggi che la governano. Dalla fine del 2006 i miei frattali sono delle reti. Gli allestimenti aggrovigliati che realizzavo in precedenza erano in realtà delle grandi reti ove i corpi stessi ne rappresentavano i nodi. Ho cercato la massima semplicità della struttura e ho trovato la massima complessità dello schema: nodi, interrelazioni, biforcazioni, incroci, azioni e retroazioni, percorsi non lineari… la rete genera un sistema dove le proprietà del tutto superano la somma delle proprietà delle singole parti”. Questo è il punto di arrivo (o di partenza?) della ricerca di Garbellotto, che trova le sue origini lontano, negli anni ottanta, quando l’artista, attirato da Mondrian e dalle sue teorie sull’utilizzo dell’arte astratta come legame assoluto tra arte e vita, tra estetica e progetto, propone la serie delle Emergenze. Le figurazioni frammentate galleggiano su superfici intonacate, quasi a determinare un distacco tra realtà e immaginazione, che ben presto trova significazione nelle Sospensioni dei primi anni novanta, in cui la forma sembra de-sustanziarsi nello spazio metafisico e indefinito. Garbellotto continua ad approfondire le sue riflessioni alla ricerca di certezza, in mezzo alle molteplici interferenze comunicative del postmoderno. Il rigore tecnico e formale, la razionalità intrinseca delle sue opere lo portano a ragionare sul senso e la profondità dell’esistenza e lo avvicinano alle teorie di Mandelbrot sui frattali. Folgorato dal principio geometrico secondo cui un oggetto si ripete nella sua struttura in modo uguale e ricorsivo su scale diverse attraverso un principio dinamico e aperto di trasformazione continua che conduce dal caos all’ordine e viceversa, Garbellotto ha iniziato a moltiplicare il reticolo geometrico, privandolo di stabilità e di spazialità. In questo modo i grafismi risultano privi di definizione spazio-temporale, paiono evolversi continuamente in una ri-creazione straniante, nella quale la luce diviene elemento fondamenta- Frattali come vita le per disarticolare la forma e stratificarla secondo nuove accezioni emotive. L’artista comprende che questa deve essere soltanto una fase di passaggio, altrimenti potrebbero prendere il sopravvento gli aspetti estetici e lirici, fuorviando il suo ricercare da quello che è l’aspetto più profondo e razionale. Nascono così opere come quelle della serie Opus Conclusum, in cui si delineano flussi di immagini filtrate attraverso una sorta di velatura creata da pellicole industriali che propongono una lettura simbolica della realtà. I grovigli iniziano a dipanarsi, si sustanziano in infinite forme regolari che si ripetono come in natura, amplificando le connessioni tra ciò che è e ciò che è stato, verso un’unica visione totale dell’esistere. La realtà viene letta attraverso la storia presente e passata (per esempio nelle opere Flags della serie Fractal Net Thinking), attraverso la cultura religiosa (Crocifisso e inginocchiatoio della serie FNT WHO) e tutto alla fine riconduce al punto di partenza: il caos, l’origine, l’atto creativo, l’inizio. Garbellotto si interroga sulla vita, sui processi che sono collegati ad essa, sul continuo rinnovamento. Parallelamente alle reti, emblemi di esistenza, la ricerca di Garbellotto ha iniziato a confrontarsi con un nuovo realismo, mediato dal video, per mezzo di performance in cui si percepisce l’eterno dibattito tra mente e corpo, tra uomo e natura, in cui passato, presente e futuro si risolvono nell’hic et nunc, per legittimare una realtà che appare sempre più fluida e imprevedibile. Il processo della vita prevale sul caos, nella condivisione della conoscenza la rete rappresenta la sintesi e la metafora della vita stessa, quindi l’unica vera certezza.

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