Si è tenuta giovedì 12 gennaio la prima riunione del nuovo anno per il Lions Club Belluno San Martino, presieduto da Sergio Buzzatti. Ospite della serata il giovane dentista Paolo Bortoluzzi, già presidente del leo Club bellunese, che dal 2008 trascorre due mesi all’anno presso un orfanotrofio nello stato indiano dell’Andra Pradesh dove mette a disposizione dei giovanissimi ospiti la sua professionalità e la sua umanità. “Un esempio di servizio”, come lo ha definito Buzzatti nell’aprire la serata, che Beortoluzzi ha arricchito attraverso una serie di immagini da lui stesso realizzate nel corso delle sue trasferte indiane. L’orfanotrofio in questione è stato realizzato ed è gestito dall’associazione di Venezia “Care & Share” (prenditi cura e condividi) che negli anni ha costruito una struttura capace oggi di ospitare 6.500 bambini. Spazi enormi, servizi interni come una piccola città, con i “negozi” del barbiere e del sarto, la cartoleria e i laboratori di carpenteria che consentono l’autosufficienza della struttura (anche attraverso l’acquisto di vicini appezzamenti coltivati a riso), sostenuta a distanza non solo da migliaia di famiglie italiane attraverso lo strumento dell’adozione a distanza, ma che ha saputo agganciare e mobilitare anche un pezzo importante della moda italiana, con nomi come Biagiotti, Zegna o Alviero Martini che hanno già contribuito ad erigere interi nuovi padiglioni. Paolo Bortoluzzi, negli anni, ha attrezzato uno studio dentistico con 4 poltrone e una dotazione tecnica di prim’ordine, con tanto di autoclave e radiografia, in grado di intervenire non solo nei normali casi che richiedono la cura del dentista (compresi i bambini colpiti da Hiv o epatite) ma anche come piccolo ambulatorio per medicazioni occasionali. I contributi arrivano, oltre che dalle adozioni internazionali (Paolo ne segue 6!), anche da donazioni e dalla devoluzione del 5 per mille. “Care & Share” nei suoi 20 anni di vita ha già salvato dalla strada oltre 20mila bambini e bambine, di cui un migliaio sono oggi iscritti ai corsi di una delle università indiane, ed ha aperto 13 scuole di quartiere nei sobborghi più disagiati. 5mila solo i bambini sostenuti con adozioni a distanza e 4.500 le vaccinazioni somministrate annualmente. Il prossimo obiettivo? Aiutare i ragazzi che escono dall’istituto attraverso lo strumento del microcredito.


