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domenica, Novembre 1, 2020
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Come far fuori Tib teatro: il “Piano C” della politica con la “p” minuscola, oramai in liquidazione, a fine mandato

La politica bellunese, quella con la “p” minuscola, quella che vuole a tutti i costi dettare legge anche sulla stagione teatrale senza averne le competenze (non dimentichiamo che il Teatro Comunale di Belluno ha rischiato di rimanere chiuso il giorno della consegna del Premio San Martino, e anche la  Stagione di prosa già programmata ha rischiato di saltare, per l’arroganza di alcuni politici), a pochi mesi dalla conclusione del mandato, continua a perseguire il suo disegno diabolico per abbattere Tib Teatro. Il “Piano A”, quello con presidente della Fondazione Romanelli si era insabbiato per onestà intellettuale dello stesso Romanelli, che piuttosto di rendersi responsabile di grottesche ingiustizie ha preferito dare le dimissioni. Nemmeno il “Piano B”, quello con presidente della Fondazione teatri Neri ha dato il risultato atteso dalla politica. Sempre quella con la “p” minuscola. Anche Neri, infatti, vista la situazione, con l’uscita della Fondazione Cariverona e il piatto che piange, ha deciso di andarsene via. Secondo tentativo fallito. Ma Tib teatro è ancora lì e la stagione teatrale, fortunatamente per i bellunesi, è garantita fino a giugno. Ma a pochi mesi dalla fine della legislatura, la politica con la “p” minuscola sferra l’ultimo colpo di coda. Ovvero il “Piano C”: liquidare Fondazione teatri (che ha fallito per due volte la missione), per poi impossessarsi come Comune di Belluno della gestione della stagione teatrale attraverso un direttore nominato ad hoc (questa è una recidiva della politica dalla “p” minuscola, ci avevano provato anche con SerSa la società che gestisce la Casa di riposo di Cavarzano, a nominare un secondo direttore per depotenziare il primo evidentemente non troppo gradito ai “signori delle minuscole”). E finalmente, avocando a sé la gestione della stagione teatrale, senza più disubbidienti o imprevisti, far fuori Tib teatro.

Per la ricostruzione dei fatti abbiamo chiesto i particolari a Tib Teatro che ha risposto con queste “Profetiche visioni” immaginando lo scenario che ci attende.

 

 

“Il 2011 si è chiuso con un’impressionante mole di rassegna stampa composta dalle polemiche riguardanti la gestione del Teatro Comunale di Belluno, mentre le prospettive per il 2012 sono ancora molte incerte – osserva Tib Teatro in una nota – , e si delinea un futuro non certo roseo, se avranno corso queste profetiche visioni. Il Tib Teatro, con lo scenario di una possibile chiusura e liquidazione della Fondazione Teatri delle Dolomiti, immagina la messa a punto di strategie da parte dell’assessore (Maria Grazia Passuello, l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno che per due volte ha presentato le sue dimissioni, ma siede ancora a Palazzo Rosso ndr) volte ad affossare definitivamente il progetto della Residenza Teatrale, un modello gestionale innovativo ed economico, con progettualità rivolte in primo luogo al territorio, un progetto – peraltro già approvato dalla Giunta Comunale nel mese di aprile – che si fa garante dell’apertura del Teatro a tutte le Associazioni e per ogni attività, sviluppando al contempo nuove professionalità e aumentando i posti di lavoro.

Teatro Comunale di Belluno

PROFETICHE VISIONI:  quali scenari per il Teatro della nostra Città?

I fatti:

Il 29 dicembre la Fondazione Cariverona, socio che fornisce il maggior sostegno economico alla Fondazione Teatri delle Dolomiti, abbandona la Fondazione Teatri, stanca delle polemiche e della ingerenze politiche. L’assessore Passuello minimizza sulla stampa.

Il 4 gennaio 2012 il neo presidente Mario Neri nominato, con la mission di salvare la Fondazione Teatri delle Dolomiti (ma il suo primo atto è stato quello di chiedere indietro le chiavi del Teatro al Tib…) si dimette improvvisamente. Dopo che l’11 dicembre aveva partecipato all’incontro, indetto dall’assessore Passuello, “collaborazione condivisa”, celebrando il suo “matrimonio di intenti” con l’assessore e dichiarandosi per “spirito di servizio” pronto a onorare il suo mandato fino alle elezioni. Come dichiara alla stampa fino al 30.12.2011

Il 6 gennaio 2012 anche il vicepresidente Celeste Levis – che da mesi sedeva inopportunamente al suo posto, a rappresentare prima, una Provincia, che non metteva più un euro (e cioè 75.000 euro in meno per la Fondazione Teatri) e pretendeva di governare, poi una Provincia commissariata – si dimette improvvisamente.

Cosa bolle in pentola? Quali i nuovi disegni strategici dell’Assessore Passuello?

Proviamo a immaginare:

· Il Teatro deve ritornare al Comune

· La Fondazione deve essere messa in liquidazione, ha contratto un debito di 300.000 euro, per cattiva gestione!!!

· Bisogna dare un segno di forza prima delle prossime elezioni!

· Urge presentare il prossimo cartellone del Teatro prima delle elezioni, un cartellone a spese di chi? Ma certo c’è l’associazionismo locale!

· L’assessore farà tutto lei, ha già in mente un direttore di sua fiducia (ha già fatto e distrutto la Fondazione Teatri allontanando persino Cariverona) ora prova a distruggere il Comune! Va be’ manco mal! Ma è necessario sbaragliare gli avversari!!!

Ma chi sono gli avversari?

Il progetto di Residenza Teatrale, l’unico che ha saputo trasversalmente aggregare in città, e a livello nazionale, soggetti politici diversi da destra a sinistra, l’unica strada per apportare nuove risorse al territorio, garantire una gestione professionale del Teatro, con un ottimo rapporto costi benefici, obiettivo strategico anche dell’ex Ministro Galan che alle Giornate Professionali del Teatro Italiano ha giudicato l’Istituzione delle Residenze nei territori, risposta prioritaria, ottimale per l’Innovazione del Sistema Teatrale Italiano. Ma a Belluno no! Non è possibile, perché la professionalità, cioè il lavoro, deve essere offeso e perseguitato, come lo è stato il Tib in questi anni, dall’assessore Passuello, che a dispetto delle diffuse buone pratiche teatrali nazionali, sa tutto e fa di tutto pur di far naufragare ciò che realmente potrà far fare un passo avanti al nostro Teatro sviluppando professionalità e occupazione, garantendo un Teatro gestito, sicuro e attrezzato per tutte le Associazioni che vorranno usufruirne. Un teatro aperto a tutti ma abitato da chi fa questo lavoro, un Teatro in cui tutti potranno sentirsi accolti, in condizioni di pari dignità. Insomma nella pentola dell’Assessore e dei suoi amici, prevediamo, stia ribollendo l’antico brodo intriso di personalismi e di livori, intento a far tornare il Teatro di Belluno ciò che i bellunesi ricordano essere stato, fino a trent’anni fa: una nicchia per pochi eletti, un luogo di generica offerta e cioè un contenitore vuoto. Noi che in Teatro lavoriamo, pensiamo invece che il Teatro debba essere bene comune, luogo aperto alla città, che accolga e sviluppi talenti e occupazione attraverso la produzione, luogo animato da pensiero e progettualità artistiche del e per il territorio. È il momento di percorrere idee che aggregano per il bene comune – conclude la nota di Tib teatro – perché di questo ha bisogno la cultura, e la nostra città non più di scontri giocati nelle sedi dei partiti!”

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