
Dopo novanta giorni alla presidenza della Fondazione Teatri delle Dolomiti, Mario Neri ha rassegnato le dimissioni. Anche l’ex sindaco di Belluno, dunque, come il suo predecessore Michele Romanelli, ha preferito abbandonare l’incarico, in una situazione che, però, oggi è completamente diversa da quella di tre mesi fa. Nel primo caso, Romanelli da uomo libero non ha voluto piegarsi ai condizionamenti della politica. O meglio, di una certa parte politica, che avrebbe voluto liquidare Tib Teatro per far posto alla cordata del Circolo cultura e stampa presieduto da Luigino Boito, sostenuta dal Pdl. Anche Neri, intendiamoci, è un uomo indicato dal Pdl alla presidenza della Fondazione teatri. Ma nelle sue dimissioni è facile leggere un’uscita dalla scena determinata per lo più dallo stato di salute economica di Fondazione teatri. Che è rimasta orfana del suo sponsor principale, la Fondazione Cariverona, e dovrà anche fare i conti con i tagli di budget degli altri soci superstiti, il Comune di Belluno, il Comune di Feltre, la Provincia di Belluno e la Regione Veneto. E allora, si sarà chiesto Neri, a che serve rimanere alla presidenza di una fondazione morente, al centro delle polemiche e in difficoltà finanziarie? Una situazione generata da dilettantismo, da narcisismo e da interessi politici. Che nulla hanno a che vedere con il Teatro, e con l’Arte. E con il professionismo di chi per mestiere si occupa in via esclusiva di teatro e da anni garantisce la stagione teatrale a Belluno. Oltre ad aver riscosso riconoscimenti in ambito nazionale per produzioni create.

Stiamo parlando della cooperativa Tib teatro con direttore artistico e drammaturga Daniela Nicosia. Parliamo, tanto per fare un esempio, delle 8 produzioni teatrali di Tib Teatro, con 80 repliche in calendario che verranno presentate in vari teatri italiani. Parliamo di “Galileo”, un lavoro interamente bellunese che ha debuttato un anno fa e che prosegue ora nei teatri di Trieste, Bologna, Bolzano e Brescia. Parliamo di “Ulisse” che attraverserà i teatri d’Italia passando per Roma, Ferrara e Perugia. Parliamo di “Io ti prendo per mano” unica produzione veneta su 20 selezionate a livello nazionale su un totale di 200 lavori presentati, selezionata dall’emittente TV 2000 in uno speciale dedicato alle eccellenze del teatro italiano. Parliamo de “La favola di Orfeo” che nel 2005 vinse il Premio “Miglior spettacolo”. E ancora, parliamo di Labros Mangheras, presidente di Tib e presidente di PPTV (associazione Produttori professionali teatrali veneti) chimato dalla Fondazione Fitzcarraldo di Torino (centro indipendente di progettazione, ricerca, formazione e documentazione sul management, l’economia e le politiche della cultura, delle arti e dei media) per illustrare la realtà bellunese di Tib Teatro. Non di meno lo staff di cui si avvale Tib. Nel 2009 all’attrice bellunese Vania Bortot vinse il “Premio Speciale Silvia – Miglior Attore”, con il “Il volo di Icaro” di Daniela Nicosia.
Insomma, non c’è da stupirsi se Neri se ne è lavato le mani, volendo così separare la sua onorabilità dai soliti pasticci all’italiana, di chi per agganci politici e provincialismo, vorrebbe affossare una professionalità riconosciuta a livello nazionale di cui invece dovremmo andare fieri.


