Ponte nelle Alpi. Progetto “Penelope”: come tessere una rete per aiutare gli anziani a riconoscersi nella comunità. Si registra un altro passo avanti per l’iniziativa proposta a maggio dall’Auser provinciale (capofila del progetto), a cui aderiscono i Comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi, con la finalità di organizzare, soprattutto nelle frazioni, opportunità e un modello di socialità per la popolazione più anziana. Il programma lo svilupperà ciascuna realtà territoriale nel corso del prossimo anno. Il Centro Servizi per il Volontariato di Belluno (Csv) ha recentemente finanziato l’iniziativa assegnando all’Auser la somma di 25.000 euro. Lo stesso progetto prevede inoltre un cofinanziamento, pari alla medesima cifra, che andrà ridistribuito in maniera proporzionale tra i due Comuni interessati e l’Auser provinciale. Il contributo previsto da parte del Comune di Ponte nelle Alpi ammonta a 2.500 euro. Incontri a tema gastronomico, laboratori artigianali, proiezioni, momenti conviviali, culturali, ricreativi e di gioco collettivo, come per esempio la grande e sempre gradita tombola. “Ci sono tanti spazi nel nostro Comune che possono diventare le sedi adatte per questo tipo di iniziative, come le ex latterie e altri occasionali centri di aggregazione”, spiega il vicesindaco e assessore comunale ai servizi sociali di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini, che parla anche di capillarità dell’operazione “Penelope”: “Come amministrazione intendiamo sviluppare un progetto ad hoc per ciascuna frazione e gruppo di anziani ed entro breve avvieremo in questi luoghi delle consultazioni per definire le attività da portare avanti”. Il Comune di Ponte si occuperà di sostenere tali iniziative attraverso l’impiego del proprio personale, pubblicizzando i diversi eventi e offrendo il necessario supporto tecnico. Lo stesso ente metterà a disposizione le proprie attrezzature come impianti audio e video, computer, telefoni e mezzi di trasporto quali furgoni e pulmini condotti dai volontari del Centro servizi. La delibera di Giunta del 12 dicembre valuta inoltre che l’assistente sociale sia in grado di collaborare al progetto, sia in fase di definizione delle attività che per gli aspetti organizzativi, mediante un impegno lavorativo di 50 ore annuali. Nel medesimo atto è stata considerata anche l’opportunità di impiegare un operatore socio sanitario e un educatore, già presenti nell’organico del Centro servizi alla persona, per la realizzazione di laboratori creativi e di momenti conviviali con un impegno lavorativo annuale rispettivamente di 150 e 50 ore. Il Comune di Ponte ha infine considerato che i costi relativi a spese di cancelleria e di invio di comunicazioni via posta ammontino a circa 270 euro.
Ezio Franceschini


