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Novità per la viabilità bellunese di qua e di là del Piave. Via al progetto del ponte sul Piave a San Pietro in Campo

Ora c’è l’accordo di programma per il ponte sul Piave in località San Pietro in Campo (Sagrogna). Ad annunciarlo ai bellunesi alle soglie del 2012 l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, intervenuto sabato a Palazzo Rosso con il sindaco di Belluno Antonio Prade e l’assessore comunale Fabio Da Re per dare il via alla seconda parte del progetto. Stanziati 160.000 euro per la redazione del progetto preliminare: 120.000 li metterà la Regione e 40.000 il Comune capoluogo. “Avanti con scadenze ben precise e ravvicinate per definire la viabilità in quell’area. Entro 4-5 mesi il progetto dovrebbe essere completato per poi andare a finanziamento”, ha dichiarato Chisso nel corso dell’incontro voluto dal capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond. Raccordo autostradale con la Valbelluna, separazione del traffico pesante da quello leggero, miglioramento del flusso veicolare sulle due sponde del Piave (anche con l’ausilio di due bretelle collegate al ponte), sviluppo sostenibile per l’area di Cavarzano e nodo della strada interna alla Veneggia.  Bond ha rimarcato la necessità di guardare alla viabilità del capoluogo e della Valbelluna nel suo complesso: “Non dobbiamo pensare a queste opere come a delle isole, parliamo di una serie di interventi che alla fine andranno a migliorare l’intero sistema viario della nostra provincia da qui in avanti”.  Il sindaco Prade riferendosi all’attuale stato della viabilità: “Ci sono pastrocchi ineliminabili, ma con questo ponte si risolvono i problemi di Cavarzano e della strada interna alla Veneggia”. L’assessore Da Re, che in merito pare abbia svolto un certo pressing in Regione, ha ipotizzato che i costi tra nuovo ponte e relative bretelle si aggiri sui 27 milioni di euro, mentre Bond ha ridimensionato la cifra a 12 milioni per il ponte al netto dei due raccordi. Chisso ha poi sottolineato quali saranno i prossimi passi sulla via della realizzazione dell’opera e accennato a una prima consistente possibilità di finanziamento: “L’ultimazione della progettazione definitiva ci permetterà di liberare le risorse che già sono previste per l’opera dal piano triennale di Veneto Strade”. La cifra a cui si riferisce l’assessore regionale è di 20 milioni di euro e dovrebbe derivare dai proventi della Cav, la società che ha in gestione il passante di Mestre. Quanto ad ulteriori risorse, Bond confida nel decreto sviluppo che il governo Monti ha annunciato per il 24 gennaio: “Ci sarà sicuramente spazio per le opere pubbliche e noi dovremo essere in grado di agganciarci a queste opportunità. Per questo dobbiamo farci trovare pronti e con le idee ben precise”. Sul tavolo anche la questione del passante di Col Cavalier, opera costantemente al centro delle polemiche per la “presunta” mancanza di liquidità. “Si tratta di piccoli problemi con lo stato, ma i lavori vanno avanti”, ha detto Chisso, “i soldi necessari sono stati anticipati da Veneto Strade e sono ottimista sulla risposta che ci arriverà da Roma, in particolare dal Ministero del Tesoro. Ricordo che lo stanziamento e i soldi ci sono. Entrambi votati dal parlamento ed entrambi in finanziaria. La mancanza di immediata liquidità rientra nell’ordinaria amministrazione”. L’assessore regionale ha sottolineato quindi come una ricognizione sull’opera sia stata trasmessa pochi giorni fa proprio a Roma: “Il Veneto continuerà a dialogare con il governo centrale e non sta all’opposizione in questo momento”. Insomma per il governo veneto “i lavori proseguono ed è inutile creare ansia a cittadini e imprese”.
Ezio Franceschini

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