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mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Un elettrodotto da 220mila volt in prossimità dell’abitato di Andreane. Il comitato si mobilita e chiede l’interramento della linea

Un traliccio alto 30 metri, a 5 metri dalla pista ciclabile e vicino alla strada, progettato appositamente con geometria modificata per farlo rientrare nella normativa riguardante i piani di volo (siamo vicini all’aeroporto) e perché rispetti i 3 microtesla di campo elettromagnetico nell’abitato di Andreane, a confine tra i comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi. Stiamo parlando del traliccio n.7 del Piano tecnico delle opere della Rete di trasmissione nazionale nella media Valle del Piave relativo all’elettrodotto Polpet-Scorzè della Terna, che sorregge i cavi dell’alta tensione a 220mila Volt alla distanza di circa 45 metri dalle case di Andreane. E non si esclude nemmeno che la linea possa essere elevata a 380mila volt. Se ne è discusso animatamente giovedì sera, nella sede della Cooperativa agricola di Fiammoi, all’incontro promosso dal Comitato di Andreane con il Comune di Belluno, rappresentato dal consigliere comunale e presidente della Comunità montana Belluno – Ponte nelle Alpi, Giorgio De Bona. Nessuno sapeva nulla di questo progetto – hanno osservato alcuni membri del Comitato – la notizia è stata letta sulle colonne di questo giornale, dalla cronaca di quanto avvenuto nel Comune di Ponte nelle Alpi, dove è stato ottenuto l’interramento dell’elettrodotto nel centro abitato, con il conseguente abbattimento dei campi elettromagnetici ad 1/10. Nel sito del Comune di Ponte nelle Alpi peraltro, sono state caricate 500 pagine di questo nuovo elettrodotto che sfiora Andreane passando su zone Zps-Sic (Zona protezione speciale – Sito d’interesse comunitario), attraversa il Piave, per poi interessare la frazione di Levego. Con circa 500 nomi di proprietari di abitazioni e terreni sui quali Terna accenderà delle servitù. Ma i termini per ricorrere sono scaduti il 18 dicembre, ora si possono solo inoltrare le osservazioni al Ministero entro il 17 gennaio. Tuttavia, secondo il consigliere Giorgio De Bona, vi sono ancora possibili margini di trattativa con Terna. E pertanto si è reso disponibile ad organizzare un incontro con la società Terna, Comune di Belluno e Comitato, nel quale verranno presentate tre proposte alternative al progetto attuale del tracciato dell’elettrodotto.  Il Comitato, dal canto suo, punta ad ottenere l’interramento dell’elettrodotto, come è avvenuto a Ponte nelle Alpi. In primo luogo per la salvaguardia della salute, eppoi per evitare il deprezzamento degli immobili conseguente alla vicinanza di vistosi tralicci. La serata si è conclusa con l’impegno da parte del Comitato di fornire uno studio alternativo, che è già stato commissionato a dei tecnici, da presentare entro il prossimo 5 gennaio.

 

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