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Comitato No Altanon: la vicenda vede coinvolta l’intera comunità feltrina e non è possibile che la decisione venga presa da pochi eletti

Sono mesi che come comitato NO ALTANON cerchiamo di raccogliere informazioni sulla vicenda che da tempo affligge la nostra città e che, purtroppo, temiamo ci sia sfuggita di mano. Ci siamo resi conto che il tutto è poco chiaro e non vorremmo che la situazione si chiarisse solo a giochi fatti.

Purtroppo temiamo che tutta questa vicenda si stia svolgendo in modo tale che la città si troverà davanti ad un processo irreversibile di cui dovrà semplicemente e solamente prendere atto.

Non stiamo qui ad entrare nel merito del nuovo progetto dell’Altanon, se è bello, se è brutto, se è compatibile o non lo è, se serve o non serve. Quello che però con questa nostra ricerca stiamo cercando di fare è capire se la città e i suoi cittadini verranno esautorati dall’opportunità di decidere se in quel sito si deve fare qualcosa ed eventualmente cosa.

A questo proposito è indispensabile ricordare che la vicenda è particolarmente dibattuta da molti anni, che numerosi consigli comunali si sono spesi su questo argomento, che il nuovo PAT ha stabilito che lì si dovesse fare un progetto specifico, che è nato un apposito comitato il quale ha svolto attività di controinformazione e ostruzione al primo progetto arrivando fino ad un ricorso al TAR pagato migliaia di euro grazie a donazioni spontanee ricevute da centinaia di comuni cittadini. Tutto questo a dimostrazione di come il tema sia sentito e vissuto intensamente dagli abitanti della nostra splendida città.

Quella dell’Altanon è una vicenda che vede coinvolta l’intera comunità feltrina e non è possibile che la decisione definitiva venga presa in qualche sede regionale tra pochi eletti. Abbiamo la sensazione che questo possa accadere: se così fosse si compirebbe un atto di prevaricazione che non temiamo definire inaudito.

Sono due i particolari che, a nostro modo di vedere, ci fanno capire come la faccenda non sia gestita nel modo migliore per dare l’opportunità ai cittadini di prendere parte ad un progetto che, comunque sia, cambierà il volto della città di Feltre.

Il primo è dato dall’accordo di programma firmato con la Regione Veneto, accordo che prevede l’adesione della regione e quindi la corsia preferenziale per la realizzazione di questo progetto dal dubbio “interesse pubblico”.

Il secondo è dato dal fatto che per l’intervento di carattere pubblico – che nessuno ha potuto vedere nel progetto nero su bianco, semplicemente perché nel progetto (sempre che si possa definire “progetto” un filmato, tra l’altro vorremmo capire perché e a che titolo è trasmesso ininterrottamente nell’ascensore che porta a piazza Maggiore) – non esiste nulla di specifico se non qualche cenno privo di riscontri tecnici e progettuali.

Aggiungiamo anche un terzo punto: la vicenda è poco chiara a noi, ma non lo è per nulla al consiglio comunale e questo la dice lunga. I consiglieri comunali si sono studiati il progetto e l’iter di questa nuova corsia preferenziale finalizzata all’approvazione in tempi brevi, o semplicemente (per non dire “pecorosamente”) stanno avvallando le scelte di pochi fidandosi di un filmato e di qualche carta progettuale? Sappiamo per certo, per diretta ammissione, che per alcuni consiglieri di maggioranza è così: bello il filmato = ottimo il progetto!

Chiudiamo il nostro intervento ricordando ai cittadini che avranno la bontà di leggere queste nostre righe che l’informazione non la dovremmo fare noi ma l’amministrazione. Come comitato abbiamo inviato alla Regione presso gli uffici competenti un dossier in cui dimostriamo, dati alla mano, che non esiste nulla d’ interesse pubblico nel nuovo progetto. Chiediamo all’amministrazione comunale per l’ennesima volta di organizzare assemblee pubbliche per coinvolgere a tutti i livelli la città nella decisione finale, e non limitarsi a cercare semplici scorciatoie.

Comitato No Altanon

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