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Sbocco a Nord. Chisso: “il prolungamento della A27 fino a Macchietto è una realtà progettuale concreta”

Renato Chisso

“Che il Veneto abbia bisogno di uno sbocco stradale a Nord verso l’Europa è un’ovvietà non confusa, se non nella testa di chi non ha seguito una vicenda che, come sempre in questo Paese, si scontra con veti e procedure defatiganti, sui quali io continuo e continuerò a lavorare per raggiungere l’obiettivo”. Lo ha ribadito l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, commentando le affermazioni del consigliere regionale del PD Sergio Reolon sull’argomento. “Intendiamoci – ha affermato Chisso – con le sue dichiarazioni Reolon fa solo il suo mestiere di opposizione con ben pochi argomenti, aggrappandosi però a divergenze presunte e a fatti inesistenti”. “L’obiettivo dello sbocco a Nord è certo e condiviso – ha ribadito l’assessore Regionale – e rispetto a questo stiamo percorrendo tutte le possibilità. L’ipotesi di un tunnel sotto il Cavallino ha oltre vent’anni e se ne è parlato già quando si è discusso il primo Piano regionale dei trasporti. A fronte di questa soluzione vi sono al momento problemi di veti e di finanziamento, che Reolon non può non conoscere, ma che non fanno accantonare definitivamente la proposta. Così come non è da cancellare l’ipotesi di un prosecuzione dell’autostrada fino a Monaco, che risponderebbe a tantissime esigenze anche del SuedTyrol. Quanto al Passante Alpe Adria, ovvero al prolungamento della A27 fino a Macchietto, questa è invece una realtà progettuale concreta: è un project financing, presentato da un gruppo di imprenditori privati alla Regione, coerente con la programmazione regionale, che gli investitori proponenti ritengono economicamente sostenibile. L’iniziativa sta seguendo l’iter di legge per l’approvazione (questo sì che è davvero lungo, e meno male che qualcuno ha inventato la Legge Obiettivo). Una volta approvato il progetto preliminare, verrà indetta come da legge la gara europea per la concessione, sapendo che c’è già un proponente impegnato. Per chi è stato presidente provinciale queste procedure dovrebbero essere ben note, salvo vuoti di memoria”. “Infine la variante di Longarone: tutti sappiamo quale sia la situazione dell’ANAS, e non da oggi – ha concluso Chisso – e, in buona sostanza, i 50 milioni di cui parla Reolon ‘trovati grazie alla Provincia’ per ora semplicemente non ci sono”.

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