Il sindacato ritrova la sua unità nel contestare la manovra Monti, ritenuta iniqua. La pioggia e il freddo non hanno fermato i lavoratori chiamati a manifestare dai sindacati Cgil Cisl e Uil contro i provvedimenti che sta per varare il governo Monti.
Renato Bressan, segretario provinciale della Cgil, ha parlato di manovra iniqua, “nonn c’è una patrimoniale sulle grandi ricchezze nè l’aumento Irpef sui redditi alti e poco o nulla contro l’evasione”. Dopo di lui gli altri esponenti locali del sindacato, Anna Orsini segretario provinciale della Cisl, Paolo Da Lan segretario provinciale della Uilm, i sindacalisti delle categorie pensionati, funzione pubblica e il delegato dell’Ideal standard di Trichiana. I rappresentanti dei lavoratori si sono dichiarati disposti a dei sacrifici, a condizione che siano estesi a tutti gli italiani. Evidente il riferimento al rinvio dei tagli operato dal Parlamento. La casta, insomma, ordina i sacrifici al popolo, ma non rinuncia a nulla. E questo potrebbe diventare il detonatore per una nuova “notte della Repubblica”, di cui si avvertono già i primi sintomi.


