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Torre Ascon ex Merotto di Busche: 70 cittadini residenti a Busche, preoccupati dei posti di lavoro, difendono il diritto dell’azienda nel proseguire l’attività con i nuovi impianti

Una petizione con 70 firme di cittadini residenti a Cesiomaggiore è stata presentata lo scorso 7 novembre in difesa dell’azienda succeduta alla Merotto di Busche e dei relativi impianti. Ovvero la famosa torre Ascon già sottoposta a sequestro da parte della magistratura.
Sulla questione era intervenuto anche il sindaco di Cesiomaggiore Gianni De Bastiani che, ricevute  le preoccupazioni della comunità cesiolina sui posti di lavoro messi in discussione, aveva dato ampie rassicurazioni sulla correttezza delle procedure adottate nel rilascio delle autorizzazioni (vedasi link a fondo pagina).
Ebbene, i 70 cittadini residenti nel Comune di Cesiomaggiore oggi rafforzano il loro appoggio all’azienda e contestano gli organi di stampa, colpevoli secondo questi cittadini, di non aver mai interpretato correttamente il loro pensiero.
I firmatari della petizione ritengono che «l’azienda succeduta alla Merotto abbia pieno titolo a condurre i propri impianti con le tecnologie e gli accorgimenti recentemente adottati per attenuare per quanto possibile l’impatto nell’ambiente, e che giustamente sia stata riautorizzata l’attività pluridecennale alla ditta».
Alla base della petizione c’è la «viva preoccupazione per la sorte economica degli operai e dei tecnici coinvolti, almeno una cinquantina se si comprendono i cantieri periferici».
Per questi motivi, i 70 cittadini di Cesiomaggiore firmatari della petizione, diffidano «qualsiasi parte politica e qualsiasi pseudo comitato a parlare sulla questione» a loro nome.
«Ai sottoscritti – recita il documento inviato agli organi di stampa, al prefetto e al sindaco di Cesiomaggiore – sta molto più a cuore la sorte delle maestranze, piuttosto che le rivincite di oscuri personaggi che perseguono strumentali e inutili beghe politiche e partitiche».
«Auspichiamo che le autorità sappiano cogliere la verità dei fatti – conclude il documento –   e che nel vero interesse della collettività facciano piena chiarezza su una vicenda il cui esito non può, in uno stato di diritto, dipendere dalle discutibili, personali e pretestuose motivazioni di alcuni abitanti».

http://www.bellunopress.it/2011/10/08/sequesto-dellimpianto-asfalti-di-busche-gianni-de-bastiani-le-autorizzazioni-rilasciate-dal-comune-sono-assolutamente-corrette/

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