Pubblichiamo l’intervento del sindaco di Belluno Antonio Prade (Pdl) sulle vicende della società Bim Gsp.
Sulla questione GSP – Servizio Idrico Integrato – assisto esterrefatto a una polemica politica grossolana e sostanzialmente inconcludente. Io, che sulla questione dell’acqua pubblica ho assunto a suo tempo, prima del referendum abrogativo, una posizione chiara, vorrei oggi aggiungere alcuni punti fermi, innanzitutto nell’interesse di coloro che sono stato chiamato ad amministrare, i cittadini di Belluno. Ripeto quello che ho detto alcuni mesi fa in Consiglio Comunale: che qui nessuno è senza peccato, che se siamo arrivati a questo punto vuol dire che Sindaci, Presidenti di Provincia, ATO e Amministratori di GSP, per un complesso di responsabilità difficilmente districabili, non hanno fatto evidentemente tutto quello che dovevano fare. Difficilissimo ma non impossibile uscire oggi da questa situazione. Per fare questo occorre però che si realizzino urgentemente – e sottolineo: urgentemente – alcune condizioni. Innanzitutto occorre che il prossimo Consiglio di Amministrazione sia formato da persone estranee ai partiti, competenti e desiderose di lavorare per quel bene comune che è la nostra acqua. La loro indicazione spetta ai sindaci e io farò la mia parte affinché questa scelta possa avvenire all’unanimità, perché sarebbe un segnale di forte coesione del bellunese. Occorre poi un ripensamento dell’azionariato di GSP, perché non è più ammissibile che il Comune di Belluno conti per un sessantasettesimo quando si tratta di prendere le decisioni e che i suoi cittadini contino invece per un quinto o giù di lì quando occorre ripianare i debiti. Questa situazione paradossale, pur se in misura diversa, riguarda anche altri Comuni. Qui, con tutta evidenza, sta il nocciolo del problema, perché l’azionariato “diffuso” di GSP non ha mai consentito la formazione di solide maggioranze di controllo della società, premessa alla deresponsabilizzazione generale che oggi è sotto gli occhi di tutti. Vediamo dunque di avviare questa riflessione, di mettere le basi di un nuovo assetto societario di GSP più coerente con gli interessi in campo. Senza questo passaggio, non è affatto semplice caricare indistintamente sugli utenti del servizio idrico integrato la somma di 100 euro. Il Comune di Belluno non è più disponibile, altrimenti, a sopportare questo sistema. Quanto prima si realizzeranno questi passaggi, tanto prima, per quanto mi riguarda, potremo mettere in fila con serenità i problemi e trovare le soluzioni appropriate. Da questo punto di vista, il documento dei “saggi” rappresenta una buona base di partenza per consentire ai sindaci di decidere. E si tratta di decisioni che devono essere urgenti, perché GSP deve rientrare con le banche ma deve anche pagare le molte imprese bellunesi che per GSP hanno lavorato e che non possono rimanere scoperte. Mi auguro soltanto di non assistere all’indecoroso spettacolo di questi giorni, dove la gara è a chi è più bravo a non assumersi le proprie responsabilità. Antonio Prade Sindaco di Belluno
