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venerdì, Luglio 30, 2021
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La questione di Bim Gsp secondo l’Italia dei Valori

Una motivazione con cui il gruppo IDV di Belluno si e’ mosso in anticipo per le amministrative di del 2012 di Feltre è la questione GSP.
Nei giorni che seguiranno ne vedremo delle belle su questo ente, anche se non e’ scritto nella mozione di sfiducia è uno dei motivi per il quale il PDL ha sfiduciato Bottacin Presidente della provincia.
Il comune di Feltre, ma molti altri Comuni hanno chiesto a GSP la restituzione di capitali, ossia gli arretrati per gli investimenti sulla rete idrica fatti prima che subentrasse il BIM nella gestione. Per ottenere questi soldi questo comune ha deciso con delibera di giunta di intentare una causa civile al tribunale di Belluno. A Feltre si sono poi accodati altri comuni.
L’obiettivo è quello di chiedere la copertura delle passività rispetto ai mutui già assunti dalle municipalità per il servizio idrico prima che subentrasse il nuovo gestore. A rigor di logica, quindi, questa somma deve essere iscritta a bilancio andando ad ingigantire il “buco” di 50 di milioni di euro (la cifra è del presidente di Bim Gsp e Sindaco di Castellavazzo, Franco Roccon, ed è stata presentata al tavolo in Prefettura con presenti il prefetto e il presidente della Provincia).
Roccon è controllore e controllato di una gestione che secondo noi è da commissariare all’istante: Riteniamo che esso ed il cda aveva l’obbligo di muoversi politicamente con tempestività e puntualità, e invece si è mosso con grave ritardo. Egli afferma che erano altri che dovevano decidere ed agire; ma noi ribadiamo che la responsablità era ed è sua, come sua quella di dimettersi,” ma figuriamoci !” Come è possibile che la società si sia
esposta per 50 milioni in 7 anni senza che i cittadini lo vengano a sapere: le banche poi non hanno cercato di riscattare i debiti?
La nostra idea è che questa società così com’è gestita debba morire oggi, insieme a tutte le altre della galassia Bim. I cittadini bellunesi si devono riprendere quel controllo democratico che è stato loro sottratto e pretendere due cose: una guida tecnica preparata e amministratori capaci che
rispondano della responsabilità di gestione dei beni comuni.
Secondo noi lo sbaglio iniziale è stato costituire un meccanismo di varie Spa in cui controllati e controllori si sono in questi anni mescolati e scaricati a vicenda colpe e incombenze, come da sistema collaudato dal governo nazionale: tutti responsabili nessun responsabile.
Attendiamo da febbraio le dimissioni del cda. In barba a ogni criterio la fine del mandato della dirigenza viene di continuo rimandata. Sulla base dell’operato per il bene comune? Non è dato a sapere.
Vi sono comunque degli spiragli che presuppongono la costituzione di un nuovo organismo societario, in virtù dell’approvazione dello statuto regionale del Veneto. La provincia di Belluno e soprattutto i suoi cittadini ha l’urgenza di cambiare, ma a quanto sembra la dirigenza sembra che le tiri per le lunghe.
Vittorino Candeago – Idv Belluno

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