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Caccia militare F16 caduto nel 2007 a Zoldo Alto: dopo 4 anni dall’incidente si parla ancora di bonifica del suolo e di risarcimento danni

Franco Gidoni

Il Ministero della Difesa si dice disponibile a liquidare i danni e a bonificare l’area inquinata in seguito all’incidente occorso a un caccia F16 dell’aviazione militare degli Stati Uniti, di stanza ad Aviano, precipitato, per problemi tecnici, a circa 150 metri dall’abitato di Soramaè, a Zoldo Alto. Era il 18 settembre del 2007. Da allora l’amministrazione comunale e i proprietari dei terreni attendono ancora un risposta. E’ per questo motivo che il capogruppo della Lega Nord in Commissione Difesa, Franco Gidoni, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata.
“A dispetto di quanto garantito sul momento – afferma il parlamentare bellunese – non c’è stato alcun ripristino dell’area interessata
dall’incidente. Sono stati subito rimossi i rottami, ma si attendono ancora gli interventi di bonifica e gli indennizzi promessi. Ricordo che
il problema è stato portato anche all’attenzione del Capo dello Stato, attraverso una lettera circostanziata”. Nella sua risposta all’interrogazione firmata da Franco Gidoni, il Ministero della Difesa ammette che vi sono stati dei ritardi nella procedura risarcitoria, a causa “della complessità dell’attività tesa all’accertamento del livello di nocività delle sostanze disperse”.
Ad essere piuttosto articolata e delicata, sempre secondo il Ministero, è stata l’acquisizione di tutti gli elementi che potevano garantire una
precisa perizia tecnica, che contenesse anche i danni patrimoniali subiti dal terreno. Perizia che si è conclusa solo lo scorso settembre. “Il
Ministero della Difesa – afferma Gidoni – ha comunque formulato un’offerta per risarcire la Regola Grande di Mareson, proprietaria del terreno, e ha chiesto al Comune di Zoldo Alto di quantificare i danni non patrimoniali, cosa che sino ad oggi non è ancora avvenuta. Importante è anche la
disponibilità dell’Amministrazione Difesa ad effettuare un’indagine di mercato per individuare una ditta specializzata che possa occuparsi della
bonifica dell’area”.
“A questo punto – conclude Gidoni – non resta che auspicare una rapida soluzione della vicenda”.

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