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venerdì, Ottobre 23, 2020
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“I politici incolpano la stampa che danneggerebbe la loro immagine. Ridicoli”. Il bavaglio non basterà. Alex Lucchese: “Internet è globale. Basta spostare il dominio in un altro paese e puoi continuare a scrivere “

Oggi più che mai c’è bisogno di informarsi correttamente. La cosiddetta legge-bavaglio è ridicola: i politici pensano davvero di costruirsi una buona reputazione mettendo a tacere i media? Illusi. Sarebbe come spazzare la polvere sotto il tappeto, prima o poi te la ritrovi appena il tappeto si sposta un po’.
Di questo ed altro si parlerà nel quarto incontro con i cittadini che si svolgerà giovedì 13 ottobre alle ore 21.15, a Breda di Piave (TV) nella Sala Consiliare, Piazza Olivi 13, Municipio
“Non ho parole per descrivere il disgusto che provo in questi momenti. Nel giro di pochissimi giorni abbiamo assistito a due vili tentativi di mettere il bavaglio ad internet; lo strumento che, forse, rappresenta l’unico mezzo di confronto ancora libero e democratico” ha detto Alex Lucchese, portavoce del Movimento 5 Stelle Treviso. Ha iniziato Vasco Rossi, un cantante che di certo non può dire di non essere stato libero di condire a piacimento di eccessi la sua vita e la sua carriera! Sentitosi offeso da una pagina goliardica di Nonciclopedia, ha minacciato querela ed ottenuto la sospensione del famoso sito ironico. Poi Wikipedia Italia si è autosospesa in segno di protesta contro il decreto sulle intercettazioni che, come sempre più spesso accade, è stato volutamente esteso anche al web 2.0 per mettere la mordacchia a blogger, siti umoristici, quotidiani on line, ecc…
Nel primo caso, le proteste sono montate su Facebook e Twitter fino a costringere il Blasco ad una clamorosa marcia indietro: Nonciclopedia ha riaperto i battenti, anche se orfana della pagina sul cantante emiliano.
Ho cercato e ho letto il materiale reperibile in rete che rende il comma 29 del DDL più comprensibile ai comuni mortali:”All’interno del provvedimento è stata inserita anche una norma fortemente restrittiva per i blog e i siti d’informazione, a prescindere dalla grandezza e dall’esistenza o meno di un gruppo editoriale. Il governo vorrebbe inserire l’obbligo di rettifica di una qualsiasi notizia entro le 48 ore, mantenendo visibile per trenta giorni in home page il testo inviato da chi si ritiene offeso o diffamato, o anche semplicemente criticato. La sanzione per chi non ottempera all’obbligo sarebbe pesantissima, da un minimo di 7.500 euro fino ad un massimo di 12.500 euro.”
“Sostanzialmente, sta alla parte che si ritiene offesa chiedere ed ottenere direttamente (senza passare per un giudice) la rettifica di quanto scritto da un soggetto entro 48 ore dalla pubblicazione. Sommato a questo, c’è la gogna-vergogna che bollerà il sito 30 giorni e la proposta dell’onorevole Maurizio Paniz del carcere per i giornalisti rei di pubblicare materiale che potrebbe mettere in imbarazzo chi ha compiuto il misfatto (http://ilfattoquotidiano.it/2011/10/05/gli-osservatori-internazionali-sfiducianolitalia-ma-il-governo-pensa-al-bavaglio/162247/).
Mi chiedo cosa farà il ministro Gelmini dopo che la sua delirante dichiarazione sul tunnel dei neutrini ha fatto il giro del mondo. Sentendosi certamente offesa, inizierà a querelare tutti i giornali nazionali ed internazionali che ne hanno diffuso la notizia? Chiederà il carcere per tutti quelli che hanno fatto circolare il suo comunicato sull’esistenza di un fantomatico tunnel di 700km che collega il Cern al Gran Sasso?”
“Assurdo considerare più dannose le intercettazioni rispetto alle malefatte di questa classe politica formata da condannati e prescritti.
Più della metà dei parlamentari oggi presenti nei talk show, sono convinti che il loro operato debba rispondere solamente ai loro elettori. Questa convinzione dimostra tutti i loro limiti e la loro ignoranza in materia costituzionale: una volta “eletto” rispondi alla totalità del popolo, non a chi ha messo la crocetta vicino al tuo cognome! Non sono credibili e, invece di fare qualcosa per migliorare la loro situazione, incolpano la stampa che danneggerebbe la loro immagine. Se vengono scoperti gli intrallazzi che li riguardano, è colpa della magistratura politicizzata. Un po’ come lo studente che, non avendo aperto libro, non passa l’esame ed incolpa il professore… La colpa è sempre degli altri: dei governi precedenti, dei giudici, dei falsi alleati. Mai una volta che qualcuno abbia il coraggio di ammettere le proprie responsabilità e fare un passo indietro.
Ah, qualora qualcuno dovesse sentirsi in qualche modo offeso “ conclude Alex Lucchese “me lo comunichi entro 48 ore…”

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