
Dolomiti Patrimonio dell’Unesco, un progetto per il territorio che, per i suoi contenuti, anticipa quello che si propone di realizzare la proposta di candidatura di Venezia e del Nordest a capitale europea della cultura 2019. Lo ha detto il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla cultura e al territorio Marino Zorzato visitando oggi a Longarone (Belluno) la prima edizione dell’Expo delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, vetrina della realtà dolomitica, dal paesaggio ai prodotti, dalla cultura alla storia, dalle tradizioni al futuro. Zorzato è stato accolto dal presidente della fiera Oscar De Bona, dal sindaco di Longarone Roberto Padrin e dal consigliere regionale Dario Bond.
Il vicepresidente veneto ha fatto sosta negli spazi espositivi e, portando il saluto negli incontri tematici in svolgimento nell’ambito della manifestazione, ha sottolineato che questa Expo dedicata alle Dolomiti, senza confini geografici, ha il merito di mettere il paesaggio al centro dell’attenzione. La cultura, nella sua accezione più ampia non può prescindere dal paesaggio e dal territorio, così come il turismo. Finora però cultura e turismo – ha detto Zorzato – hanno camminato separatamente ma, se si vuole veramente che diventino motore di sviluppo del futuro, occorre farli camminare insieme.
Negli anni ’60 e ’70 – ha aggiunto – il Veneto è stato protagonista di uno sviluppo economico importante ma disorganizzato. La sfida dei prossimi anni è la riorganizzazione del sistema. A questo punta anche la candidatura di Venezia e del Nordest a capitale europea della cultura per il 2019 che vuole costruire un progetto per il futuro di un territorio, senza confini geografici e unico per offerta culturale, turistica e paesaggio. Sul piano della progettualità – ha concluso Zorzato – il riconoscimento dell’Unesco alle Dolomiti, Patrimonio dell’Umanità, può essere visto come un’anticipazione di tutto questo.
