
La notizia del deposito alla Camera dei Deputati da parte del Carroccio (tra i firmatari anche il parlamentare bellunese Franco Gidoni) di un disegno di legge di riforma del Sistri non è piaciuta affatto alle imprese.
“Le forze politiche che ritengono fondate le nostre osservazioni sul Sistri e che non vogliono far pagare alle imprese oneri ingiusti ed illegittimi per un sistema che non funziona devono agire subito sul governo e sul ministro Prestigiacomo. La presentazione di un disegno di legge che forse verrà esaminato dal parlamento tra due anni suona come una presa in giro!” Questa la reazione di Luigi Curto, Presidente dell’Unione Artigiani e Piccola Industria, che non ha proprio digerito la notizia apparsa ieri sulla stampa di un’iniziativa legislativa della Lega che potrebbe andare, forse, a buon fine nel 2013 se non addirittura nella prossima legislatura.
“Le imprese vogliono poche cose – precisa Curto -. Vogliono che le procedure siano semplificate, che il software e le chiavette funzionino, che dall’applicazione siano escluse le micro-imprese e quelle categorie che producono quantità ridicole di rifiuti. E poi pretendono che i contributi che hanno fin qui versato siano loro restituiti o quantomeno recuperati e destinati a copertura degli anni futuri in cui, forse, il Sistri funzionerà davvero”.
Bocciata, dunque, in toto l’azione politica del Carroccio, che nell’ottobre del 2010 aveva già scelto la strada – lunga e incerta – del disegno di legge per prorogare l’entrata in vigore del Sistri.
“Accettiamo e riconosciamo come validi interventi – conclude il Presidente di UAPI – solo quelli che metteranno fine a questo strumento inadeguato e metteranno in campo un sistema di tracciabilità realmente efficace contro le ecomafie. Tutto il resto è pura propaganda!”
