
In vista del Consiglio provinciale (previsto per giovedì 29 settembre) il capo di Palazzo Piloni, Gianpaolo Bottacin, si rivolge agli alleati del Popolo delle Libertà: «I problemi nascono dai tagli ad un bilancio che “non consente alcun margine di discrezionalità” come ha detto Michele Carbogno, assessore di riferimento del Pdl. E allora, perché prendersela con me? Questi tagli li ha fatti il Parlamento e allora mi chiedo, perché il Popolo delle Libertà se la prende con me, alla luce delle affermazioni di Carbogno?».
«Mi hanno attaccato, con un documento scritto e controfirmato, perché sostengono che non ho fatto né faccio abbastanza per questo Ente. Curiosamente, però, è proprio l’Ente a cui, in Parlamento, sono state tolte le risorse essenziali per garantire i servizi al cittadino. D’altra parte, il Pdl (e non io) lo continua a ripetere, a Roma come a Venezia e a Cortina: “le Province devono morire”. E allora mi chiedo: perché attaccare il sottoscritto?».
«I problemi sono noti da quasi un anno, c’erano all’approvazione del bilancio a giugno e ci sono ora, all’equilibrio della manovra. A causarli, però, non sono certo stato io, ma quel decreto dello scorso luglio, trasformato poi in legge, lo scorso dicembre. Rivolgano quindi i loro attacchi altrove, ai veri fautori della manovra, e non a me», ha concluso Bottacin. Se è vera la ricostruzione del presidente Bottacin, che peraltro ha già licenziato un assessore del Pdl e promesso di silurare gli altri due, non si può far a meno di osservare che ancora una volta Roma ha applicato l’antico motto latino “divide et impera” dividi e domina, lasciando che in periferia si scannino tra di loro a causa dei tagli in bilancio. Mentre in Parlamento la festa continua, con il Titanic Italia che affonda.
