13.9 C
Belluno
martedì, Ottobre 20, 2020
Home Arte, Cultura, Spettacoli Appuntamenti L'autunno all'ampezzana, naturalmente culturale

L’autunno all’ampezzana, naturalmente culturale

Sentieri e percorsi da affrontare su due ruote o gambe in spalla, complice il mood slow della stagione autunnale, “sulle tracce dei giganti”.
Personaggi – da Hemingway a Montanelli, da Buzzati a Parise, da Comisso a Rimoldi –  che, nel tempo, hanno fatto di Cortina un salotto culturale sempre più quotato.
Alla ricerca dei luoghi, di oggi e di ieri,  in cui nacque l’atmosfera di un romanzo, l’ispirazione di un lavoro,
la passione di una vita o una sorprendente collezione d’arte. L’autunno, a Cortina, si assapora così: tra natura e cultura.
Cortina d’Ampezzo, 7 settembre 2011_ «Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne». Pochi dubbi in merito, se a scriverlo fu addirittura Immanuel Kant. Ma il fascino delle alte quote, delle «grandi cattedrali della terra», come le definiva John Ruskin, cattura da sempre personaggi della cultura internazionale e non solo. E Cortina, incastonata tra lo splendore delle cime dolomitiche, patrimonio dell’Umanità UNESCO, ne è uno degli esempi più luminosi.
Quale momento migliore della stagione autunnale, quando il tempo dell’uomo e quello della natura rallentano, per assaporare una vacanza – in mountain bike o trekking – alla scoperta dei tesori, dei luoghi e dei nomi della cultura ampezzana? Un particolare tour “sulle tracce dei giganti”, nelle stanze e tra le montagne di Cortina d’Ampezzo, che hanno ospitato i grandi del pensiero che tanto hanno amato le Dolomiti e la sua Regina.
Si parte dal centro della città, attraversato dalla famosa Ciclabile delle Dolomiti, una delle più rilevanti in Europa per bellezza paesaggistica e rilevanza culturale. Il percorso si sviluppa lungo il tracciato dell’antica Ferrovia delle Dolomiti, dismessa negli anni Sessanta, e conserva ancora integre le postazione dell’elettrificazione, delle rotaie, i ponti e le gallerie, che mantengono intatto il fascino di questi luoghi. È così che, qui, le due ruote diventano ruote panoramiche: lungo la pista si possono conoscere le peculiarità dei paesi della valle, le vecchie stazioni ferroviarie, le chiese, i musei e i laboratori artigiani, ammirando scenari indimenticabili tra il Pelmo, l’Antelao e la mestosità delle Tofane. Ecco come Fernanda Pivano ricorda il passaggio del vecchio trenino durante i suoi soggiorni ampezzani in compagnia di Ernest Hemingway, che incontrò per la prima volta proprio a Cortina: «Bisogna risalire al 1948 a Cortina, quando c’era ancora il trenino delle Dolomiti, e si stava lì non ricordo quante ore col fischio della favolosa locomotiva-giocattolo che suonava ogni tanto e dal finestrino si vedevano sbuffi di fumo candido come nelle favole… ».
www.dolomiti.org/ita/Cortina/bike_resort/percorsi/ciclabile.html

Sempre in centro sorge lo storico Hotel de la Poste, dove il romanziere americano soggiornò negli anni Cinquanta nelle stanze al primo piano, assiduo frequentatore anche del celebre bar. È qui che nacque e prese forma definitiva il romanzo Di la dal fiume e tra gli alberi. Imperdibile, oggi, una sosta per gustare i celebri cocktail del barman Antonio di Franco negli spazi interni, allestiti come una vecchia stube ampezzana o, all’esterno, per ammirare e lasciarsi guardare, affacciati lungo Corso Italia, la via dello “struscio” e delle meraviglie (www.delaposte.it).
Spostandoci di qualche chilometro, in zona Tofana e di qualche decennio, come non citare la Passeggiata Montanelli? Una piccola  e suggestiva strada forestale chiusa al transito, che il giornalista amava percorrere di mattina – bastone alla mano e cappello in testa – e che il Comune ha intitolato alla sua memoria. Indro Montanelli, infatti, oltre ad amare molto Cortina, vi fu anche residente per circa dieci anni.
La passeggiata inizia in zona Col Drusciè, a 1.658 metri di altitudine e, con andamento pressoché pianeggiante, prosegue in un bosco rado di larici, abeti, cembri e pini mughi, per arrivare a una piccola forcella e scendere leggermente fino all’incrocio con la strada che sale verso Cianderou (1.649 metri). Come racconta Massimo Spampani, giornalista del luogo: «Cortina da lassù sfugge, adagiata com’è nella conca in basso, per un tratto nascosta dietro il Col Drusciè. Qui, anche i riflettori della mondanità, discretamente, si abbassano».
Dino Buzzati, nato in provincia di Belluno, aveva la montagna nel sangue e nel cuore. Fu un artista a 360 gradi, spesso ispirato dai luoghi ampezzani. Proprio qui, sulle rocce d’Ampezzo, Buzzati compì la sua prima vera scalata a 16 anni sulla via Eötvös alla Croda da Lago, aperta da un barone di Budapest nel 1884. «È la montagna che mi piace di più di tutte, la più misteriosa» scrisse e, sulla stessa cima, l’autore del Deserto dei tartari si arrampicò l’ultima volta, nell’estate del 1966, con Rolly Marchi e Lino Lacedelli, “Scoiattolo ampezzano” e conquistatore del K2. Imperdibile, per chi vuole abbinare una vacanza attiva a indimenticabili momenti di relax, una sosta presso l’omonimo rifugio, da quest’anno dotato anche di una sauna finlandese esterna, un vero spettacolo per tutti i sensi.
(www.dolomiti.org/ita/Cortina/co/rifugi/Crodadalago/index.html).

Sempre sulle ali della letteratura, si può andare alla scoperta della “versione verde” dei fuoripista raccontati con tanta passione da Goffredo Parise nel suo Accadde a Cortina. Se lo scrittore dei Sillabari, durante l’inverno, approdava al Rifugio Dibona (2.083 metri, www.rifugiodibona.com) dal famoso Bus de Tofana, in attesa delle prime nevicate, la suggestiva baita è raggiungibile grazie a diversi sentieri tra cui quello che passa da Sote Cordes: una bellissima passeggiata panoramica ai piedi della maestosa Tofana di Rozes. Partendo invece dal Rifugio Faloria, a 2.123 metri di altitudine, (www.dolomiti.org/ita/Cortina/faloria/area_faloria/rifugi_I.html) è raggiungibile la ferrata Sci Club 18: fuoripista durante la stagione bianca, è adesso un percorso ricco di numerose serpentine e di notevole pendenza, che si apre tra i pini mughi. Sempre nella stessa zona, ma con partenza dal Rifugio Tondi (2.327 metri, www.dolomiti.org/ita/Cortina/faloria/area_faloria/rifugi_I.html), si accede al sentiero della Vallorita, uno splendido tracciato che dal Faloria scende fino a Fraina con vista sulle 5 Torri e la Croda da Lago. Non si può dimenticare, infine, una gita lungo la pista più lunga del comprensorio ampezzano, la Armentarola che, con i suoi sette chilometri, durante la bella stagione è fruibile grazie a un sentiero che percorre la stessa valle partendo dal Rifugio Lagazuoi (www.rifugiolagazuoi.com) – una delle più spettacolari terrazze affacciata sulle Dolomiti – e arriva dritta a Capanna Alpina. Sempre nella stessa zona, che fu tragico teatro dei combattimenti della Prima Guerra Mondiale, si sviluppa il Museo della Grande Guerra, il più esteso museo della Prima Guerra Mondiale, formato dai musei all’aperto del Lagazuoi, delle 5 Torri, del Sasso di Stria e dal museo del Forte Tre Sassi, che conserva memorie e oggetti, frutto di 45 anni di ricerche. Visitabile anche in inverno è, però, in estate e in autunno che l’area si presenta al meglio delle sue potenzialità
(www.dolomiti.org/ita/cortina/laga5torri/musei/index.html).
E per chi, proprio come scriveva Parise, non resiste al richiamo della neve «quella grande, sublime, la matematica neve, quella polverosa, microscopica neve a ghiaccioli di pieno inverno», non resta che attendere qualche mese appena.
Grazie all’iniziativa Climb&Ride, promossa da Cortina Turismo in collaborazione con il gruppo guide alpine, è possibile salire con impianti, jeep, trekking o arrampicata e scendere in free-ride (dettaglio offerta e costi: www.dolomiti.org/ita/Cortina/bike_resort/pacchetti/promo_bike_climbride.html).
Parlando di Accadde a Cortina, non si può tralasciare Giovanni Comisso, altro scrittore “tutto d’Ampezzo”, ritratto all’interno del testo che, nel 1941, a proposito della collezione d’arte contemporanea di Mario Rimoldi, scriveva: «Questa raccolta sorse qui, in questa valle di armoniose montagne, perché il bello chiama il bello e Mario Rimoldi fu l’interprete di tale voce».
A Rimoldi e alla felice espressione di Comisso è dedicata la mostra in cartellone fino al 6 novembre 2011: Il Bello chiama il Bello. Da de Pisis a Sironi: grandi Maestri del Novecento nella collezione Rimoldi. Un’occasione unica per ammirare le tante opere conservate all’interno del Museo d’Arte Moderna ‘Mario Rimoldi’, che è anche una delle più corpose collezioni di De Pisis a livello nazionale (www.regole.it/musei/Ita/Rimoldi/index.php).
Neanche gli appassionati di architettura resteranno a bocca asciutta. Agli edifici storici di una grande firma del Novecento italiano come Edoardo Gellner, divenuto famoso a livello internazionale negli anni Cinquanta per alcune importanti e controverse opere di architettura pensate per la Cortina Olimpica del 1956, si aggiungono costruzioni recenti d’importanti architetti contemporanei.
Porta la firma del primo maestro il centralissimo Palazzo delle Poste-Telve, concepito come un grande “toulà” in cui, sotto a un unico tetto, si svolgono diverse attività. Al suo interno è conservato anche il progetto dell’intero edificio.
News di questa estate 2011, invece, è la ristrutturazione della nuova sede del Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo, curata dall’inconfondibile tocco di Silvio Bernardi (www.architettibernardi.com). Raggiungibile a piedi a due passi dal centro, in zona Pontechiesa, il nuovo allestimento trova sede in una segheria ristrutturata. Il percorso museale è incentrato sull’istituzione delle Regole d’Ampezzo, quale secolare proprietà collettiva dell’intera valle. Attraverso un’esposizione di oggetti e d’immagini, il museo documenta alcuni aspetti importanti della cultura della comunità ampezzana: il patrimonio di tradizione, le modalità di gestione dei boschi e dei pascoli, il secolare rapporto tra uomini e territorio.
www.regole.it/musei/Ita/Etno/index.php

 

Share
- Advertisment -


Popolari

La Lega perde un consigliere in consiglio comunale di Belluno, Andrea Stella va con Fratelli d’Italia

Andrea Stella, figura di spicco della Lega di Belluno nella quale milita dal 2007 e all'interno della quale ha ricoperto vari ruoli, lascia il...

Le migliori mete da visitare in autunno

L’autunno è una stagione perfetta per chi vuole andare in vacanza. A differenza dell’estate, infatti, permette di accedere a soggiorni con prezzi più contenuti....

Spettacoli di mistero delle Pro loco Bellunesi. Venerdì appuntamento a Belluno con i Castelli perduti e draghi dimenticati

Ritorna la rassegna "Veneto, spettacoli di mistero", promossa dall'Unpli Belluno nell'ambito delle iniziative di Unpli Veneto e Regione. Le Pro loco bellunesi non mancheranno...

Due positività al Comune di San Vito di Cadore. Ordinanza di chiusura e sanificazione degli uffici

A seguito della positività riscontrata a due dipendenti, il sindaco Emanuele Caruzzo ha disposto la chiusura degli uffici comunali di San Vito di Cadore...
Share