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mercoledì, Ottobre 28, 2020
Home Cronaca/Politica Angelo Levis contesta l'assessore De Zolt in materia di caccia

Angelo Levis contesta l’assessore De Zolt in materia di caccia

“Sulla pagina “Cadore e Comelico” del Corriere delle Alpi di Giovedì  1 Settembre, abbiamo letto le imbarazzanti dichiarazioni dell’assessore provinciale Silver De Zolt riguardo una delle materie di sua competenza ossia la caccia. Dopo aver cocciutamente voluto la caccia primaverile alle cerve partorienti nonostante il parere contrario di gran parte del mondo venatorio, rivelatasi in effetti un grande flop, ora ritorna apparentemente su suoi passi dichiarandone il fallimento e citando il suo ostinato e contradditorio refrain ”solo gli stupidi non cambiano opinione” ma senza dire come dovrebbero essere chiamati coloro che non ascoltano le opinioni altrui specie se più competenti. Comunque sia il suo “pentimento” è solo di facciata (appunto per salvare la faccia) ma non di sostanza poiché con la stessa metodologia politica demagogico- clientelare quest’anno ha portato da tre a cinque (!) le uscite di caccia agli ungulati per ciascun cacciatore. Sorgono quindi i dubbi e nascono ovviamente delle domande. Ma se aver aggiunto la caccia in primavera si è rivelato inutile, in base a quali parametri risulta ora necessario raddoppiare il numero di uscite? Esiste a tal proposito un parere positivo motivato dell’ISPRA?  Se nello stesso sopracitato articolo giornalistico De Zolt si lamenta dei troppi incidenti di caccia della scorsa stagione, perché aumentare il numero di uscite pro-capite e quindi innalzare la densità dei cacciatori per ogni singolo giorno? E sempre a fronte del tema sicurezza, perché aprire questo tipo di caccia altamente pericolosa il 4 settembre con la nostra provincia ancora ricca di presenze turistiche viste anche le scuole ancora chiuse e continuare a praticarla anche durante le vacanze natalizie? In questo periodo di difficoltà economica è il caso di penalizzare il turismo provinciale quando la stagione autunnale è più che sufficiente alla pratica venatoria? Altri dubbi  sorgono spontanei nel leggere che nonostante il quasi raddoppio delle uscite possibili si vada a caccia di femmine e piccoli di capriolo e cervo fino alla fine di Gennaio e addirittura fino a metà Febbraio per il muflone!  Dato che il daino non è considerato specie autoctona e sostanzialmente presente  in provincia, come mai appare improvvisamente tra le cacciabili e addirittura fino a fine Gennaio anch’esso invece di seguire i previsti iter di controllo, qualora necessario, ovvero di contenimento biologico ed eventualmente a cura delle sole guardie forestali e/o provinciali? Dato che De Zolt parla anche di rabbia vale la pena ricordare che, se l’emergenza pare rientrata come livello di gravità, non è ancora definitivamente sparita dalla nostra provincia e non è ozioso denunciare nuovamente che visti i soldi, i sacrifici di tutti i cittadini nonché le perdite di animali selvatici e domestici ci si ostina ad andare contro il protocollo d’intervento previsto in questo caso, ovvero il mantenimento sul territorio delle volpi vaccinate e sane, inserendole invece nel calendario venatorio provinciale addirittura fino a fine Gennaio mettendo così a rischio la definitiva risoluzione del problema e a rischio salute l’intera comunità provinciale. E’ chiaro come un’Amministrazione che deve cambiare continuamente idea e ritornare sui propri passi non ha capacità di programmazione”.

Angelo Levis
Capogruppo I.D.V. consiglio provinciale

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