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La manovra correttiva di ferragosto cancella il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Semplificazione o vittoria delle ecomafie?

Maurizio Ranon direttore Appia

Con la pubblicazione del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (manovra correttiva di ferragosto) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno, è stato abrogato il Sistema digitale di tracciabilità dei rifiuti meglio conosciuto come Sistri. E nel web si ipotizza già la vittoria delle ecomafie, benché le associazioni di categoria esultino per la semplificazione.
L’articolo 6, comma 2 del decreto legge stabilisce che a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto sono abrogati i due decreti ministeriali che regolamentano il SISTRI e tutto il relativo sistema sanzionatorio previsto dal codice ambientale.
“Ciò comporta – afferma Maurizio Ranon direttore dell’APPIA – che dal 13 agosto il SISTRI non esiste più. Come è noto, il decreto dovrà ora essere convertito in legge entro sessanta giorni. Di certo è, visti i tempi di discussione in Parlamento, che le attività che dovevano applicare il SISTRI a far data dal 1° settembre 2011 (imprese con più di 500 lavoratori, recuperatori, smaltitori e trasportatori con autorizzazione al trasporto superiore a 3000 tonnellate/anno) non dovranno applicare il SISTRI ma dovranno continuare, come recita il comma 3 dello stesso articolo, ad adempiere nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonché del formulario di identificazione”.
Ora non rimane che attendere la conversione in legge del decreto sperando che l’abrogazione sia mantenuta anche se, il Ministro dell’ambiente Prestigiacomo, pur avendo votato a favore del decreto nel Consiglio dei Ministri, ha promesso battaglia per mantenere in vigore la norma.
“Con questo provvedimento, conclude Ranon, si spera sia stata posta la parola fine al sistema digitale di tracciabilità dei rifiuti che fin dall’inizio aveva sollevato molte perplessità stante la complessità del sistema e dei costi di mantenimento. È da chiedersi che fine faranno i diritti versati dalle imprese nei due anni in cui il sistema non ha mai funzionato. A maggior ragione quelli versati dagli autotrasportatori che, oltre ad aver versato i diritti per gli anni 2010 e 2011 per ogni mezzo utilizzato, hanno dovuto sostenere i costi per la installazione delle scatole nere che ora, se verrà confermata l’abrogazione, non serviranno più”

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