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Caso Ser.Sa: il Comune aggiunge confusione alla confusione. Rasera Berna: “non esiste giuridicamente il congelamento di una delibera”!

Francesco Rasera Berna

Dopo aver incrinato i rapporti con la ULSS 1 cercando di imporre un nuovo dirigente alla Sersa, il Comune di Belluno aggiunge confusione alla confusione.

Da un lato il Sindaco Prade, in imbarazzo per la delibera con cui crea il nuovo posto da dirigente, fa capire che andrà incontro alla ULSS, dall’altro l’Assessore Paganin invece parla di “congelamento” della delibera facendo intendere che non verrà ritirata. <<che cosa significa congelare una delibera?>> si chiede il Consigliere Francesco Rasera Berna, che spiega: <<nel testo unico degli Enti Locali il “congelamento” non esiste, e l’assessore Paganin dovrebbe saperlo. La delibera o si ritira, o rimane: non esistono vie di mezzo>>.

L’opposizione in Comune di Belluno ha depositato una mozione sulla Sersa, in cui non solo si chiede di ritirare il provvedimento contestato, ma apre la discussione sul futuro della struttura, allargando l’orizzonte agli altri comuni e alle altre case di riposo.

<<E’ una discussione urgente e necessaria>>, spiega Jacopo Massaro, <<perché i fatti di queste ultime settimane hanno fatto capire che la Sersa interessa solo quando ci sono da sistemare equilibri politici di Partito, mentre oggi si dovrebbe parlare del futuro assetto socio assistenziale. Oggi siamo al momento delle scelte: bisogna decidere se vogliamo decrementare ciò che abbiamo e tornare ad una gestione “tradizionale” di una casa di riposo o se, come auspichiamo, vogliamo esportare questo modello di forte integrazione socio sanitaria aprendolo ad altre realtà. In questo secondo caso è ora che si cominci a pensare alla struttura del nuovo capitale sociale, più che alle manovrine di bottega>>

Anche il Consigliere Attilio Sommavilla attacca: <<Angelo Paganin parla di “visione caotica” sulla Sersa. Mi pare che l’unica visione caotica sia interna al PdL, dove addirittura trattano i soldi erogati dal Comune a copertura di servizi che lo stesso Comune chiede alla Sersa come se fossero soldi erogati a fondo perduto>>.

<<Guai a buttare tutto su questioni di colore o di soldi>>, ammonisce Massaro: <<Occorre riportare la discussione sul corretto binario. Per questo abbiamo presentato la mozione, e, visto che qui non si smuove nulla, nei prossimi giorni presenteremo anche una richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale>>.

Ecco il testo della mozione presentata

Il Consiglio Comunale di Belluno,
Premesso

che con deliberazione n. 54/2002 è stata avviata la sperimentazione gestionale della società Ser.Sa SPA, il cui capitale sociale è detenuto per il 67% dal Comune di Belluno e per il 33% dalla ULSS n. 1 di Belluno, conferendole la gestione i servizi socio assistenziali agli anziani;

che la sperimentazione gestionale si è conclusa e che si è tutt’ora in attesa del passaggio alla conferenza Stato-Regioni per l’effettiva conclusione dell’iter;

che la compartecipazione Comune/ULSS n. 1 produce benefici in relazione alla qualità dell’integrazione socio-sanitaria, grazie all’apporto del know-how della ULSS n. 1, che consente di dare risposte integrate ai bisogni degli anziani anche a fronte di situazione di una certa complessità “sanitaria”;

che stando all’ultimo rendiconto della Ser.Sa la società chiude in attivo;

che la L.122/10 prevede la drastica riduzione del numero di società a partecipazione pubblica, comportando per il Comune di Belluno la necessità di liquidare tutte le società partecipate, ad eccezione di una, entro il 31/12/2013;

Visti

la delibera di Giunta n. 106 del 12/07/2011 recante oggetto “direttiva per l’efficienza degli interventi a favore di Ser.Sa. SPA”, con la quale il Comune di Belluno stabilisce di sdoppiare la Direzione Generale della Società compartecipata Ser.Sa. creando un nuovo posto di Direttore ed assegnandovi un attuale funzionario comunale dietro un compenso aggiuntivo a carico della società stessa;

i patti parasociali tra Comune ed ULSS, che prevedono che la Direzione Generale non sia scelta unilateralmente, ma di comune accordo tra i soci;

le prese di posizione, a mezzo stampa, sia del CdA della Ser.Sa, sia del legale rappresentante del socio ULSS n. 1 di Belluno, tese a contestare la scelta unilaterale del Comune di sostanziale sdoppiamento della Direzione Generale;

Il piano di zona 2011-2015;

Ritenuto

di salvaguardare i rapporti sia con il socio ULSS n. 1 (presenza fondamentale per poter continuare una gestione mista socio-sanitaria che consente un’elevata qualità assistenziale con produzione di positive ricadute per i cittadini che beneficiano delle prestazioni, nonché  dei loro familiari) sia con il CdA della Ser.Sa, coinvolti impropriamente in un regolamento di conti interno alla maggioranza;

che non sussistono elementi di valutazione negativa sull’attività svolta dalla Direzione Generale della Ser.Sa in relazione agli obiettivi affidati dal CdA – peraltro composto per i due terzi da rappresentanti di questa Amministrazione – che giustifichino un unilaterale depotenziamento della Direzione Generale in violazione dei patti parasociali;

di dover speditamente addivenire alla conclusione della sperimentazione della gestione mista Comune/ULSS rendendo certi e definitivi gli attuali rapporti in essere;

Considerato

che l’unico vero elemento di tensione tra Comune, Ser.Sa. e ULSS n. 1 è stato determinato dalla situazione del personale, creatasi con lo sforamento del patto di stabilità da parte del Comune, che ne è l’unico responsabile;

che la conclusione della sperimentazione potrebbe offrire la possibilità di aprire il modello Ser.Sa. ad altre realtà, a partire dai Comuni del Distretto socio-sanitario n. 3 di Belluno, creando ulteriori economie di scala, così come accennato anche nel piano di zona 2011-2015;

che l’esame della conclusione della sperimentazione da parte della conferenza Stato-Regioni può essere l’occasione per avviare un confronto con la Regione Veneto, e con la Conferenza stessa, finalizzato ad un allentamento dei recenti vincoli di spesa sul personale, che hanno messo in difficoltà la società costringendola ad assumere provvedimenti difficili e non sempre popolari per garantire i servizi, nonché rispetto all’inserimento della Ser.Sa nell’elenco delle società a partecipazione pubblica che fanno eccezione rispetto alle previsioni della L.122/10 in ordine al numero massimo di società a partecipazione pubblica consentite;

Indirizza Sindaco e Giunta

1. a revocare la delibera di Giunta n. 106 del 12/07/2011;

2. ad attivarsi per procedere sollecitamente nell’iter di conclusione della fase sperimentale della Ser.Sa., che a distanza di anni è incomprensibilmente ancora bloccato;

3. ad attivarsi presso la Regione Veneto e la Conferenza Stato-Regioni, coinvolgendo anche l’altro socio, per veder risconosciuto a Ser.Sa. SPA, in virtù dei positivi risultati qualitativi e di bilancio conseguiti dalla gestione sperimentale Comune/ULSS:
a. un allentamento dei vincoli di spesa sul personale, oggi rappresentati da una bassa soglia massima di incidenza percentuale delle spese per il personale rispetto al bilancio della Società;
b. l’inserimento della Società nell’elenco delle partecipate che costituiscono eccezione rispetto all’applicazione della L.122/10 con la quale si riduce il numero di società a partecipazione pubblica.

I Capigruppo:

Jacopo Massaro (PD – L’Ulivo)

Francesco Rasera Berna (La Sinistra – Belluno Democratica)

Attilio Sommavilla (Insieme Per Belluno)

Luigi Roccon (Alternativa Civica)

Celeste Balcon (Patto per Belluno)

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