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L’amministrazione comunale di Feltre risponde con una palizzata di due metri alle perplessità del Comitato “Quelli che l’Altanon”

E’ sempre alta l’attenzione del Comitato feltrino “Quelli che l’Altanon”, che sull’area segnala un intervento di recinzione, con una palizzata di legno alta circa due metri, che ne precludela visione e l’accesso ai cittadini.
Con il vecchio progetto Chipperfield – fa sapere il Comitato –  ancora in vigore (e tre ricorsi al TAR in attesa di pronunciamento), con una nuova ipotesi progettuale che non è mai stata resa pubblica a tutti tantomeno illustrata alla cittadinanza, quindi senza alcun coinvolgimento della popolazione, sembra che all’Altanon abbiano già iniziato il cantiere.
Quello che ci era stato promesso, ovvero un discorso di apertura alla città (visti anche i precedenti) non c’è stato. La palizzata è la risposta alle nostre richieste?
Restiamo increduli anche del fatto che oltre all’area privata sia stata recintata e chiusa anche l’area pubblica  – la depressione nella zona del laghetto – un’area di gestione comunale che è sempre stata abbandonata e che invece avrebbe dovuto essere tenuta nelle condizioni adeguate.
Una delibera della giunta comunale ci assicura che la palizzata serve per mettere in sicurezza l’area ed evitare che diventi una discarica: ma il modo per evitare che un luogo come questo diventi una discarica è una soluzione di questo tipo?
Restiamo basiti di fronte a tale giustificazione. E ovviamente pensiamo che, in fondo, non sia proprio così. Altrimenti dovremo chiedere che tutte le aree a rischio discarica, e in primis le isole ecologiche, siano recintate in questa maniera.
Anche perché – sottolinea il Comitato – la delibera non ha scadenza, cioè non definisce fino a quando l’area sarà recintata da questa palizzata.
Un sistema per impedire che l’inciviltà di qualche cittadino danneggiasse la città ci sarebbe stato: quello di imporre una pulizia dell’area (cosa che ci era stata garantita anche dallo stesso sindaco). Perché invece è stata adottata questa soluzione?
L’amministrazione sta dimostrando di essere incapace di gestire il decoro pubblico, fatto comprovato dalla mancata pulizia dell’area e dall’incarico di sfalcio delle aree pubbliche deliberato solamente pochi giorni fa, a stagione turistica inoltrata.
È grave che si sia chiusa una parte dell’area che è pubblica (e non privata, come invece propinava alla stampa l’architetto Gianrenato Piolo, figlio del consigliere comunale Gino). Parte dell’area recintata è un’area pubblica, che dovrebbe essere a disposizione della città e che invece è a disposizione del privato, che può tranquillamente recintarla con una palizzata in legno di due metri (che fra l’altro non è nemmeno un bel biglietto da visita per Feltre).
Speravamo ci fosse la possibilità di un confronto, invece qui si vuole nascondere: questa è forse la risposta più evidente della volontà amministrativa, che non è quella di coinvolgere ed essere trasparenti, ma è appunto quella di nascondere. Una palizzata per nascondere l’Altanon, questa è forse la vera risposta di tutta questa operazione.
Sembra che si sia già deciso – conclude la nota del Comitato “Quelli che l’Altanon” – . Qui c’era la necessità di coinvolgere veramente tutta la città – e lo dimostra il risultato che abbiamo avuto con i banchetti, con la raccolta delle firme, con tante iniziative che hanno avuto risposte oltremodo positive – ma evidentemente hanno già deciso.

 

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