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Pdl a Padova contro il Porcellum. Bond e Padrin: “la protesta per cambiare legge elettorale deve partire dal basso”

 

Dario Bond consigliere regionale Pdl

Saranno  Calalzo di Cadore (Belluno), Cassola (Vicenza), Grantorto e Piove di Sacco (Padova) i primi comuni che discuteranno nei rispettivi consigli comunali della proposta di legge statale per l’abolizione del “Porcellum” presentata poche settimane fa dal consigliere del Pdl Leonardo Padrin, iniziativa che ha già raccolto consensi bipartisan.
Che l’entusiasmo attorno alla proposta sia elevato lo ha dimostrato il folto pubblico presente ieri sera al convegno organizzato dallo stesso Padrin a Limena di Padova. Oltre trecento le persone presenti, di questi diversi sindaci e amministratori stanchi di una politica che spesso prescinde dalle esigenze del territorio: “Per questo dobbiamo tornare alle preferenze”, ha tuonato Padrin. “I nostri governanti devono rispondere direttamente ai loro elettori”.
Nei giorni scorsi il consigliere padovano ha inviato una lettera a tutte le amministrazioni comunali del Veneto, chiedendo sostegno alle giunte e ai consigli comunali: “E’ una rivoluzione che deve partire dal basso. Molti dei nostri rappresentanti che oggi siedono in Parlamento sono difficilmente reperibili e poco disponibili. Del resto, rispondono alle segreterie del partito e non agli elettori”.
Ha rilanciato il tema della “regionalizzazione” del partito il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale del Veneto Dario Bond, tra i primi sostenitori della proposta di Padrin: “Il Veneto deve diventare un laboratorio politico per tutto il Paese. Da noi i concetti di partecipazione e democrazia sono più radicati che altrove. Non si tratta di creare un nuovo partito, ma di ancorare quello già esistente al territorio”.
Ad aderire all’iniziativa anche l’assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto (Pdl): “La politica deve ritornare a occuparsi della quotidianità e l’attuale sistema elettorale non dà le garanzie necessarie per poterlo fare”.
A chiedere un “passo indietro” al legislatore nazionale è anche il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale Piergiorgio Cortelazzo: “Ma per fare sentire la nostra voce c’é bisogno di una forte pressione da parte del basso”.
Nel corso della serata sono stati distribuiti anche dei questionari, uno anonimo, l’altro nominativo. Nel primo si ponevano alcuni quesiti sui costi della politica – dall’abolizione delle province alle fusioni dei comuni con meno di 5 mila abitanti – nel secondo si chiedeva la disponibilità a intraprendere iniziative di sostegno alla proposta di Padrin sul proprio territorio. L’adesione è stata massiccia.
“La mobilitazione deve travalicare i confini della nostra regione”, l’auspicio finale di Padrin, mentre il capogruppo Bond ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Tutti veneti per il Veneto”.

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