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domenica, Ottobre 25, 2020
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Il “caso Fascina” blocca i lavori della Commissione bilancio. Le opposizioni abbandonano l’aula e minacciano la sfiducia al presidente La Grua per non aver saputo gestire la situazione in modo istituzionale

Ieri si è riunita la 1^ Commissione Bilancio del Comune di Belluno che doveva discutere di importanti questioni che saranno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, che si terrà giovedì 21 luglio. L’importante compito delle Commissioni è quello di sviscerare alcuni questioni per rendere più fluido lo svolgimento del Consiglio stesso. Al primo punto dell’ordine del giorno, “Regolamento per l’acquisizione in economia lavori, forniture e servizi“ alcuni consiglieri chiedono d’intervenire, tra i quali il consigliere Alberto Fascina (LID- L’Intesa Dolomitica). Nel momento in cui il presidente, Francesco La Grua, gli dovrebbe dare la parola – afferma una nota dei consiglieri di opposizione –  contestualmente gliela nega come consigliere appartenente al Gruppo LID, in quanto non riconosce questo gruppo in Consiglio Comunale e pertanto neanche in commissione. La Grua comunque – prosegue la nota dei consiglieri di minoranza Luigi Roccon, Roberto De Moliner, Francesco Rasera Berna e Biagio Giannone –   formalmente sembra non negare la possibilità di esprimersi al consigliere, ma gli pone una condizione inaccettabile per lo stesso quale quella di affermare, prima di intervenire, di appartenere al gruppo misto, così di fatto obbligandolo a dichiarare ufficialmente il suo passaggio al predetto gruppo o di tacere per sempre. Il consigliere Alberto Fascina (LID) di tutta risposta si alza e abbandona la Commissione e lo seguiranno i consiglieri di minoranza Francesco Rasera Berna, Biagio Giannone, Luigi Roccon, Roberto De Moliner e uno di maggioranza Paolo Costa (Lega Nord). Da quando il consigliere Fascina è entrato in Consiglio Comunale – fanno sapere i consiglieri di minoranza –  è diventato un bersaglio strumentale di lotte intestine della maggioranza. Una situazione nella quale alcuni sono disposti, pur di perseguire propri fini politici, di mettere in difficoltà la normale attività amministrativa comunale, ponendo questioni come quella del riconoscimento del gruppo LID all’interno del Consiglio. Questione  già ampiamente discussa nella conferenza dei capo gruppi di inizio settimana e nella quale il riconoscimento del gruppo LID non aveva trovato solide opposizioni. Di fatto i gruppi di minoranza vogliono evidenziare l’atteggiamento lesivo, da parte del presidente della 1^ commissione, allo svolgimento degli importanti compiti della commissione e del lavoro, messi in pericolo per l’effetto di un “ricatto politico”. D’altra parte, in attesa che la  maggioranza risolva i propri problemi, i gruppi d’opposizioni stanno studiano le modalità per chiedere una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della 1^ commissione non in grado, a loro avviso, di porre un atteggiamento istituzionale tale che metta in grado di far lavorare la commissione nei migliori dei modi a discapito soprattutto dell’intera comunità cittadina.

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