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Duecento sindaci e amministratori del Pdl riuniti a Limena (Padova) per regionalizzare il partito

Più vicini al territorio e ai suoi amministratori, alle specificità del Veneto e ai problemi delle sue province. Il Pdl regionale ha incontrato sabato mattina i sindaci e gli amministratori di area moderata, ponendo le basi di una grande rete dei municipi.
Questo l’obiettivo del gruppo del Pdl in Consiglio regionale che ha organizzato il dibattito nella sala Falcone e Borsellino a Limena (Padova). Una mattinata di confronto, dove non sono mancati  momenti di critica e di autocritica, ma anche proposte e richieste di rinnovamento. Partendo dal basso.
Quasi duecento gli amministratori presenti, in buona parte sindaci, provenienti da ogni angolo del Veneto.
“Quello di trovarci con i primi cittadini del nostro Veneto era un obiettivo che avevamo da tempo”, commenta il capogruppo del Pdl Dario Bond. “Sono loro le vere sentinelle del territorio. Il partito non può prescindere dal loro contributo”.
E dai sindaci sono arrivati suggerimenti, proposte ma anche critiche: “Abbiamo compiuto quel primo passo verso la regionalizzazione del partito di cui parlo da tempo”, spiega Bond. “Regionalizzare il Pdl non significa creare un nuovo partito, ma partire dalle esigenze del territorio con uno spirito rinnovato”.
“Con la riunione di oggi non abbiamo voluto autocelebrarci”, spiega, dal canto suo il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale Piergiorgio Cortelazzo, “ma ascoltare gli uomini del nostro esercito. Un esercito di amministratori silenziosi che i vertici del Popolo della Libertà non possono lasciare da soli”.
“Dobbiamo superare i problemi di rappresentanza che si sono registrati soprattutto negli ultimi anni, recuperando lo spirito degli inizi. Dopo la sintesi, dovremo però passare all’azione”, ha detto il consigliere regionale del Pdl Leonardo Padrin.
Due i punti fondamentali per il vicegovernatore del Veneto Marino Zorzato, vicesegretario regionale del Pdl: “Primo, bisogna sviluppare il concetto dell’appartenenza; secondo, dobbiamo darci regole e sanzioni certe, come affermato anche dal neosegretario Angelino Alfano”.
“Ripartire dal territorio non significa imitare la Lega, ma riappropriarci di una nostra precisa prerogativa”, prosegue Bond. “I nostri amministratori sono una maggioranza silenziosa che quotidianamente, senza proclami, applica la politica del fare”. Sulla falsariga l’assessore regionale Isi Coppola: “I nostri amministratori sono bravi e competenti. Bisogna cominciare a dirlo forte e chiaro”. E sulla necessità di “fare squadra” si sono soffermati anche il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e il consigliere vicentino Costantino Toniolo.
Una prima proposta concreta è poi arrivata dall’assessore regionale Massimo Giorgetti che chiederà al Governo di “premiare” quelle regioni che si sono dotate di un piano anti-crisi: “Dobbiamo essere messi nelle condizioni di derogare al patto di stabilità e pagare le opere già messe in cantiere. I soldi ci sono, bisogna però poterli utilizzare”.
E proprio la necessità di una deroga al patto di stabilità – almeno per i comuni più virtuosi – è  stata una delle esigenze più rimarcate dai sindaci, insieme alla richiesta di maggiore semplificazione soprattutto in materia urbanistica. Ci sono poi i problemi della quotidianità: dalla disoccupazione alla questione giovanile.
“Girando il territorio, mi sono reso conto del bisogno di fare rete”, ha concluso Bond. “Questo è solo l’inizio di un percorso che ci deve riportare a crescere”.

nella foto Giovanni Piccoli, sindaco di Sedico durante il suo intervento

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