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martedì, Ottobre 20, 2020
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Crisi economica. De Pellegrin: “non si possono più accumulare ritardi sul versante energetico, mobilità, innovazione e ricerca”

La Provincia di Belluno oggi è fortemente segnata da crescita della disoccupazione soprattutto giovanile e da numeri altissimi di aziende in Cassa Integrazione o in Mobilità,in tutti i settori e in special modo nell’artigianato.
In crisi quindi non sono solo grandi imprese, ma soprattutto le imprese artigiane.
Dopo decenni di espansione si arresta la base occupazionale e le nuove assunzioni sono essenzialmente determinate da contratti di lavoro precari.
Anche a causa della scarsa capitalizzazione delle imprese, vale a dire che le aziende bellunesi sono di dimensioni a volte troppo ridotte per poter competere su un mercato sempre più grande e concorrente, la nostra provincia (ma anche l’intera regione del Veneto)deve ripensare il suo modello industriale per farlo uscire dalle difficoltà in cui esso si trova.
Non si possono più accumulare ritardi sul versante energetico, sulla mobilità delle persone e delle merci, sull’innovazione e la ricerca.
In alcuni settori infatti, anche artigiani, il settore legno oppure le biomasse  sono solo due esempi di settori che, se opportunamente sostenuti con politiche attive, avrebbero forti possibilità di sviluppo in questa Provincia.
Siamo ancora dentro alla più grande crisi dal dopoguerra ad oggi, e siamo ancora in una fase acuta della crisi, ogni giorno siamo costretti a misurarci con aziende in difficoltà, con giovani che non trovano lavoro o a cui vengono offerti lavori sempre più precari, con anziani che sempre più stentano a soddisfare i propri bisogni.
Serve una politica industriale, che in tutto il paese e non solamente nella nostra provincia, definisca gli assetti su cui concentrarsi, e che non si limiti solo a questo, ma definisca anche come si investe sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili, sulla rete, sui consumi sulla mobilità nelle zone di montagna, e sull’uso di nuovi materiali.
Il recente referendum ha messo il paese di fronte ad un bivio: quello di tornare indietro alle centrali nucleari, e quello di investire nel futuro.
E’ evidente che la scelta del popolo italiano è stata quella del futuro, del rinnovamento, quella di un paese al passo coi tempi, che finalmente sa guardare avanti con la dovuta speranza e la dovuta fiducia.
Ecco perché  la prima scelta di politica industriale deve essere quella di investire nella formazione,nell’istruzione e nella ricerca, perché se si continua nella logica di riduzione dei diritti e dei salari si accendono differenze e si indebolisce la democrazia.
E’ evidente che anche la Provincia di Belluno dovrà definire il suo modello di sviluppo prima che sia troppo tardi, creando settore per settore le basi per una ripresa occupazionale, di innovazione e cambiamento.
Preoccupanti sono invece le notizie di continui tagli, perché questi metteranno in difficoltà non solamente i specifici settori di riferimento,ma tutta la provincia e tutta la comunità bellunese e di ogni settore.
Christian De Pellegrin – Resp.Dip. Artigianato Cgil-Belluno

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