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sabato, Ottobre 24, 2020
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De Gan incontra le categorie: «Fondi regionali, poche richieste dal Bellunese»

Stefano De Gan assessore provinciale

Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale per l’imprenditoria, vanta centinaia di milioni di euro da poter assegnare per la crescita e lo sviluppo delle imprese medie e piccole del territorio, che –però – rimangono nelle casse dell’ente. L’assessore Stefano De Gan: «Una riduzione delle domande di accesso al credito da parte delle realtà bellunesi. Ho voluto incontrare le associazioni di categoria per capire il perché di questa contrazione».
Si è svolta ieri, a Palazzo Piloni, la riunione – voluta dall’assessore Stefano de Gan e dal presidente Gianpaolo Bottacin – con le associazioni di categoria del Bellunese per analizzare la situazione dei fondi per la piccola e media impresa, messi a disposizione dalla finanziaria regionale, Veneto Sviluppo.
«Abbiamo voluto presentare agli interessati le opportunità che esistono e che sembrano non venire raccolte dalle nostre aziende. Tali risorse sono fondamentali per le realtà imprenditoriali, specie in un momento di crisi economica, che ha ridotto notevolmente le possibilità per le pubbliche amministrazioni di fornire un supporto: per questo è di fondamentale importanza ascoltare le istanze delle associazioni di categoria, al fine di capire gli eventuali ostacoli che frenano l’utilizzo dei fondi disponibili a livello regionale – ha spiegato De Gan – . Spiace che né la Camera di Commercio né l’Ascom abbiano voluto prendere parte a questo primo importante confronto, che ha permesso di mettere in luce diversi aspetti della “partita finanziamenti”».
«Nel primo semestre 2011, a Venezia sono giunte solo sessantaquattro domande dalle piccole e medie imprese bellunesi (rispetto alle 180 del 2010 e alle 130 del 2009) – ha detto ancora De Gan – . Un freno alle richieste potrebbe forse essere (per esempio) la durata di finanziamenti oppure l’eccessiva burocrazia, ma per avere un quadro completo abbiamo voluto incontrare le categorie, che entro fine giugno ci forniranno le loro proposte di miglioramento per l’accesso al credito: di lì, poi, porteremo alla Regione le istanze del nostro territorio, a cominciare da una maggiore comunicazione delle opportunità finanziarie stesse».
Quanto emerso dalle parti presenti al tavolo in modo unanime è che il modello a cui tendere è quello della legge regionale sulle aree di confine, il cui iter viene interamente gestito a livello provinciale», ha concluso De Gan

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