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Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: la popolazione ha diritto di esprimersi

Nella lettera al direttore apparsa oggi sulla stampa locale, in cui l’autore con grande trasporto, ma forse dimenticando o trascurando qualcosa, tenta una difesa d’ufficio del Parco delle Dolomiti, ed afferma che questo “ è stato voluto dai bellunesi e non dai romani”, viene elusa la verità.
Quali sono stati, infatti, i momenti decisionali democratici in cui i bellunesi poterono esprimere la propria volontà in merito alla nascita del parco? Quale è stata la “grande partecipazione della popolazione bellunese”, di cui parla la persona che ha scritto la lettera contro l’intervento dell’on. Bampo (del PAB) il quale proponeva l’abolizione dell’ente Parco? Forse le riunioni ove (parole dell’autore) “folle interessate gremivano le sale”?
L’intelligenza e la preparazione del sig Dal Mas non lo portano a pensare che potesse essere anche la curiosità per un argomento nuovo, piuttosto che unicamente la condivisione di un pensiero, a portare quelle “folle”(!!??) alle sue riunioni? Ricordiamo infatti le numerose proteste, le tante perplessità e le contrarietà di alcune associazioni di categoria e sportive e di molti semplici cittadini che vedevano nel Parco una fonte di divieti e di limitazioni più che una fucina di vantaggi.
Perché si ha paura di una consultazione popolare, visto che non ricordiamo alcuna pronunciazione ufficiale delle popolazioni dei comuni interessati, né prima né dopo l’istituzione del Parco? E’ giusto contar sempre sul detto “chi tace acconsente?”
Siccome i bellunesi per propria indole e riservatezza difficilmente contestano, accettando così a volte anche imposizioni indesiderate, è forse giunto il momento di farli esprimere ufficialmente. Oggi sono passati alcuni anni dalla nascita del Parco ed è quindi anche doveroso tirare le somme e permettere la valutazione di queste e gli effetti delle ricadute non tanto a chi il Parco l’ha voluto o diretto, bensì ha chi l’ha vissuto o subìto.
Invece di contrastare od offendersi per la proposta di Bampo, chi non ha code di paglia e non teme di scottarsi, dovrebbe essere ben lieto di verificare se il proprio pargolo è stato ben accettato dalla gente che ne deve sopportare l’invadenza e, soprattutto, se questa deve partecipare al suo mantenimento pagando in denaro o in restrizioni.
Andrea Rasera Berna

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