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Perquisizione della Guardia di Finanza nella sede del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Il direttore Nino Martino disponibile alle dimissioni

Guardia di Finanza Tenenza di Feltre

La Guardia di Finanza ha sequestrato documentazione e computer negli uffici del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. L’operazione delle Fiamme gialle è scattata a seguito di una denuncia per presunte irregolarità.   “Informiamo i cittadini e gli amici delle Dolomiti che da oggi, 26 maggio 2011, la Guardia di Finanza su incarico della Procura di Belluno sta svolgendo indagini sull’operato del direttore del Parco Nino Martino – si legge su una nota pubblicata nel sito ufficiale del parco – I Finanzieri, con grande professionalità e gentilezza, hanno provveduto a raccogliere documentazione su alcuni fatti in indagine: gare per incarichi professionali, acquisto di libri, attività internazionali. Appare probabile che l’indagine derivi dalla denuncia di qualcuno che ha segnalato alla Magistratura presunte irregolarità. Vedremo – prosegue la nota – nei prossimi giorni cosa eventualmente la Magistratura contesterà al direttore dell’Ente Parco o ad altri dipendenti o collaboratori dello stesso”.

Nino Martino

“Sono molto sereno – ha dichiarato Nino Martino – come tutti coloro che lavorano tanto sbaglio sicuramente almeno una volta al giorno, quindi spero che si tratti proprio di qualche vicenda amministrativa che si possa facilmente risolvere. Chi mi conosce sa che per me il valore del lavoro e l’impegno per i parchi e la natura, per questa terra Bellunese e la sua gente, dove ho trovato amici, moglie e figlia, sono al di sopra di tutto. Non ho mai fatto nulla di cui debba vergognarmi, di questo sono certo. Ma ho molta fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze di Polizia. Ho dato mandato all’avv. Maurizio Paniz di assistermi in questa vicenda che spero presto si possa risolvere positivamente. Ho già dato piena disponibilità al presidente Fiori e a direttore generale Grimaldi a dare le mie dimissioni nel caso fossero ritenute necessarie. Sono solo amareggiato sul piano umano: al Parco lavorano 13 persone molto motivate e capaci, insieme agli amministratori pubblici, a i Forestali, ai collaboratori esterni facciamo un gran lavoro che spero non venga infangato. Se ho sbagliato pagherò. Ma il Parco è una delle più dinamiche e trasparenti pubbliche amministrazioni che io conosca. E oggi, ancora una volta con questo amaro scritto lo testimoniamo.”

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