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Crisi all’Acc di Mel. Toscani chiede un incontro urgente con l’amministratore delegato del Gruppo

ACC (ex Zanussi) Mel Belluno

Il vicepresidente del consiglio raccoglie l’invito delle organizzazioni sindacali: necessario riaprire il confronto con i vertici aziendali, in gioco ci sono oltre seicento posti di lavoro che non possiamo perdere.
“La nostra provincia non può perdere una fabbrica storica come l’ex Zanussi di Mel. Per questo ho chiesto un incontro urgente con l’amministratore delegato del Gruppo Acc Luca Ramella, dal quale vorrei avere informazioni sui piani dell’azienda e sulle prospettive per i 620 dipendenti”. Il vicepresidente del consiglio regionale Matteo Toscani raccoglie così l’invito delle organizzazioni sindacali, che chiedono alle istituzioni di mantenere i rapporti con i vertici aziendali affinché la situazione non precipiti, dopo la bocciatura dell’accordo decisa dai lavoratori.
“Sappiamo che la politica non può condizionare le scelte di un’azienda – spiega il consigliere del Carroccio –  che è libera di investire dove meglio crede. Detto questo, è nostro dovere tentare di convincere i manager del Gruppo Acc a rivedere le strategie per non rinunciare alla consolidata professionalità degli operai dello stabilimento zumellese, che, peraltro, vivono ormai da anni in una situazione di assoluta incertezza, a causa di crisi ricorrenti e di successive trattative condotte con l’incombente spettro di una dismissione dell’impianto”.
L’obiettivo del vicepresidente del consiglio veneto è dunque quello di riallacciare un dialogo costruttivo con i vertici dell’azienda, “certo che anche i sindacati sapranno superare la fase delle polemiche e ritrovare così una fondamentale unità di intenti. In questa partita – prosegue il consigliere leghista – non possiamo presentarci divisi. Dobbiamo perseguire insieme un obiettivo comune: la salvezza dell’Acc di Mel e di tutti i suoi posti di lavoro. E’ vero che dagli anni Novanta ad oggi il numero dei lavoratori si è più che dimezzato. In questa fase storica, segnata da una conclamata crisi occupazionale, ricollocare centinaia di persone sarebbe però pressoché impossibile”.
“E’ importante comprendere le ragioni della bocciatura dell’accordo –  conclude Toscani – anche per iniziare a costruire un nuovo clima all’interno della fabbrica, ovviamente se, e solo se, l’azienda darà le necessarie garanzie per il futuro dell’Acc a Mel”.

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