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giovedì, Ottobre 29, 2020
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Bando di gara della stagione teatrale: tutti scontenti. Protestano anche presidente e vicepresidente della Provincia, ente membro della Fondazione. Vuoi vedere che il bando è imparziale, un lusso al quale non siamo più abituati

Teatro Comunale di Belluno

Il nuovo bando di gara per la gestione del Teatro comunale di Belluno e il Teatro La Sena di Feltre lascia tutti scontenti. Secondo  Aurelio Rota, rappresentante di Anaxus (formato da Circolo Cultura e Stampa, Nomad Adventure, Scoppio Spettacoli, Dolomiti Symphonia, Formarte, Fondaco per Feltre e Fondazione Atlantide) il bando favorirebbe Tib Teatro. Ma non è soddisfatto nemmeno Labros Mangheras, rappresentante di Tib teatro, che contesta alcuni articoli. Dunque, potrebbe essere un bando equilibrato, se entrambi i contendenti si dichiarano insoddisfatti.  Sul bando si erano dichiarati contrari anche i consiglieri Benedetto Fiori e Celeste Levis. Ora si aggiungono il presidente della Provincia di Belluno, Gianpaolo Bottacin, ed il suo vice, Michele Carbogno, pure loro insoddisfatti, che affermano: «Oramai siamo al ridicolo. È necessario fare chiarezza sull’intera faccenda». Peccato che della Fondazione Teatri delle Dolomiti, che ha emanato il bando, ne faccia parte anche la Provincia di Belluno, insieme al Comune di Belluno, Comune di Feltre, e Fondazione Cariverona. E dunque ci dovevano pensare prima, insieme agli enti che costituiscono la Fondazione, anziché criticare a cose fatte. Secondo Bottacin e Carbogno «La genesi di quel bando e della sua approvazione è quantomeno discutibile. C’è bisogno di una nuova discussione, da cui nasca una soluzione condivisa in maniera unanime e non sostenuta solamente da una parte dell’organismo: solo con l’unanimità della votazione il documento potrà essere ritenuto credibile. Quanto è stato prodotto nell’ultima riunione non ci sembra neppure completamente legittimo». Insomma, l’impressione è che tutti tirino da una parte o dall’altra per favorire questo o quello. Come sempre in Italia, su concorsi e gare pubbliche di qualsiasi natura, c’è sempre la spinterella all’amico o all’amico dell’amico. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, nell’ottobre 2010, ha dovuto perfino annullare il concorso nazionale per notai, 3.300 candidati per 200 posti. Con la traccia del tema assegnato identica a quella di un’esercitazione alla scuola notarile di Roma e pubblicata anche su un sito internet. Nemmeno il concorso per notaio, professionista garante dello Stato, riusciamo a fare regolarmente. E pensare che negli anni ’60 eravamo la quarta potenza economica mondiale.

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