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Incendio a La Valle: il fuoco non è stato ancora domato. In arrivo un secondo aereo antincendio Canadair

Giovedì 12 maggio. Con la luce del giorno il Centro Operativo Regionale ha riattivato a tutto campo le operazioni di contenimento e spegnimento del grande incendio boschivo sviluppatosi due giorni fa sul monte Zelo, nel territorio del Comune bellunese di la Valle Agordina. Il fuoco non accenna ancora ad arretrare ed ha già percorso una superficie valutata in non meno di 300 ettari, anche se il computo è al momento prudenziale, in quanto il fumo, che staziona sulla zona ostacolando l’intervento, impedisce rilevamenti precisi. Oltre alle squadre a terra, composte da una trentina di uomini tra volontari specializzati e personale del Servizio Forestale regionale di Belluno, stanno operando due elicotteri regionali, un elicottero del Corpo Forestale dello Stato, i mezzi aerei inviati dal COAU (Centro operativo aereo unificato del Dipartimento nazionale della Protezione Civile): il grande elicottero Erikson S 64 da 9 mila litri d’acqua per ogni passaggio e un Canadair, mentre è in arrivo un secondo Canadair.
Con riferimenti alle possibili conseguenze collaterali dell’incendio, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione limitatamente alla zona del Comune di La Valle Agordina in quanto il fuoco potrebbe aver compromesso la funzione protettiva del bosco. Si potrebbero perciò verificare eventi di dissesto, in particolare fenomeni di crollo, con conseguente rotolamento di massi sull’abitato e sulla sede stradale. Tali fenomeni sono più probabili in corrispondenza di eventi meteorologici soprattutto se a carattere di rovescio.

Daniele Stival

“L’intervento dal cielo è stato sostanziale ed essenziale per limitare l’espandersi delle fiamme e probabilmente si rivelerà risolutivo – ha fatto presente l’assessore alla protezione civile del Veneto Daniele Stival – considerata la natura del terreno, particolarmente impervio, lungo il quale le fiamme si sono estese. Altrettanto essenziale è tuttavia il lavoro a terra, per evitare che il fuoco possa avvicinarsi a zone abitate e alle strade, dove sono pronti anche i Vigili del Fuoco, e per impedire che possa varcare alcuni passi, dai quali potrebbe estendersi ad altri versanti e ad altre zone. L’incendio è stato fermato nel suo procedere lungo la Val Clusa verso il Parco nazionale delle Dolomiti, che tuttavia è stato lambito dall’evento e non è ancora completamente fuori pericolo. Proprio il personale di terra – ha concluso Stival – avrà poi anche il difficile compito di controllare tutti i soprassuoli per controllare la situazione e spegnere i residui focolai che potrebbero ancora covare al di sotto della superficie di materiale vegetale. Contiamo anche che mutino le condizioni meteorologiche: le previsioni in questo senso sono ‘buone’, dal momento che indicano la possibilità di precipitazioni, che potrebbero peraltro avere altri effetti negativi”.

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