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L’aquila, il Parco delle Dolomiti e i diritti dei bellunesi secondo l’onorevole Bampo

Può darsi che il metodo individuato dai tecnici per combattere il diffondersi della rabbia sia criticabile ma, probabilmente, rappresenta il massimo di quanto i nostri amministratori riescano ad esprimere.  Nel dispendioso metodo dei bocconi sparsi dal cielo, vi è, quantomeno, l’inconfutabile intento di agire per la tutela della salute degli animali selvatici tutti (anche delle volpi) e delle greggi e, conseguentemente, anche per quella dell’uomo. La direzione del Parco, invece,rilevando che  rumore e presenza degli elicotteri potrebbero disturbare la serenità della regina dei cieli, ha deciso che, rispetto alla sicurezza di tutta la fauna e della popolazione umana locale, sia prioritaria la qualità di vita dell’aquila. Questo è un animale meraviglioso  e superbo ma, secondo qualche sprovveduto, la sua tranquillità rimane ancora di importanza secondaria rispetto  alla salute ed alla vita del resto degli esseri viventi.    Ironia a parte, il protezionismo, seppur  condivisibile ed auspicabile come principio, non deve rasentare la cecità irrazionale ed il fanatismo isterico. (ad una richiesta in emergenza è stato, inoltre, risposto con un fuorviante cavillo burocratico).  In contrasto con le antiche promesse dei politici, secondo le quali il Parco non avrebbe leso i diritti dei bellunesi, gli elicotteri  addetti alla profilassi contro la rabbia, non potranno violarne i confini ed adempiere, quindi, alla tutela dei nostri diritti.    La salute della nostra gente, anche se considerata di poco conto, non è forse tuttora un legittimo diritto? Ma tutta tale situazione è solamente la goccia che fa traboccare il vaso di una sopportazione storica (Lega Nord dove sei?) verso decisioni assunte altrove (compresa la scelta del direttore del Parco). Credo perciò che debbano essere comunque presi provvedimenti e ciò,  indipendentemente da un possibile ripensamento della direzione del Parco circa la profilassi antirabbica. Visto che il centro destra si è spartito le poltrone dei parchi d’Italia, non ci attendiamo da questo iniziative valide (al massimo arriveranno  le solite promesse)…figurarsi  poi se possiamo attenderci tali soluzioni dal centro sinistra, che il Parco se l’è inventato. Entro la fine della prossima settimana, quindi, chiederò a maggiorenti del mio Movimento politico (PAB) di prendere posizione ufficiale in merito. Proporrò al PAB di farsi promotore di una iniziativa popolare, che, ovvio, subirà immediatamente il boicottaggio  della solita furbizia politica di chi si farà carico della questione, magari proprio con una proposta di legge di iniziativa parlamentare (da imbucare in qualche cassetto) e  depistare così le aspettative dei bellunesi per rimandare la soluzione del problema.  Come Roma e Venezia , a suo tempo, decisero di istituire il Parco sopra le nostre teste,  è ora giunto il momento in cui siano i bellunesi in prima persona ad esprimersi contro il Parco medesimo, attraverso una Proposta di legge di iniziativa popolare o, quantomeno, attraverso una petizione da consegnare al Governo, che tenda all’ABROGAZIONE dello stesso Istituto parco. In tal senso chiedo da subito la collaborazione di quanti condividano tale posizione.   Essi potranno contattarmi direttamente o all’indirizzo mail: bampop@libero.it

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