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mercoledì, Settembre 30, 2020
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E’ arrivato Diavel, l’ultimo diavolo della Ducati, alla Teconosport di Belluno

Cavalcare un diavolo oggi si può. E’ arrivata la nuova Ducati Diavel alla Concessionaria Tecnosport di Belluno in via Vittorio Veneto 258. Originale in tutto, anche nel nome, che nasce dall’esclamazione di uno dei tecnici di Borgo Panigale, sede della fabbrica Ducati, quando venne mostrato per la prima volta il prototipo: “Ignurànt comm’ al Diavel!” disse, che significa: “Cattiva come il diavolo!”. Ancora una volta il Pompone, con il nuovo bicilindrico 1200 cc, da 162 CV (119 kW) a 9.500 giri, e  pesi da 207 (nell’esclusiva versione Carbon) a 210 Kg e una coppia da 13 kgm (127,5 NM) a 8.000 giri, riesce a stupire il pubblico. Che oggi è diviso tra chi ama profondamente questo nuovo modello e chi non riesce a digerirlo e addirittura lo rifiuta. Una cosa è certa, dinanzi alla Diavel, nessun motociclista può rimanere indifferente. Il suo poderoso “profilo muscolare”  suscita  immediatamente delle forti emozioni. La cura dei particolari, le performance e anche il soud, la “voce” del Diavel, fanno tutto il resto. Una moto impreziosita dall’uso del titanio e del carbonio, con cerchi in alluminio e gommone posteriore Pirelli Diabolo Rosso II da 240/45-17, unico attualmente su moto di serie. Notevole anche il corredo di elettronica, oramai presente su tutte le ammiraglie della Ducati. Con possibilità di tre mappature: la Sport a potenza piena (162 cavalli) con controllo di trazione Ducati Dtc tarato in posizione 1 (su una scala di 8); la Touring con la curva di coppia modificata, pur lasciando a disposizione tutta la potenza spalancando il gas, e il controllo trazione su posizione 3; infine la mappatura Urban, con potenza limitata a 100 cavalli e controllo trazione a 5, adatto al fondo stradale bagnato. Altre due raffinatezze elettroniche di dotazione, sono il Ride-by-Wire, ossia il cavo dell’acceleratore che dialoga con la centralina per la regolazione della potenza erogata. E l’accensione Hand Free, che permette di accendere la moto senza inserire la chiave. Il sistema elettronico, infatti, riconosce alla distanza di due metri l’applicazione, consentendo l’avvio del motore.

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