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martedì, Ottobre 27, 2020
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Scie chimiche nel cielo, preludio dei nuovi armamenti per la III Guerra mondiale. La conferenza dell’associazione MenteLogos con Tom Bosco

Non so con quali armi verrà combattuta la Terza guerra mondiale, ma la Quarta verrà combattuta con clave e pietre» diceva lo scienziato tedesco Albert Einstein premio Nobel per la Fisica. Oggi possiamo ipotizzare quale sarà lo scenario bellico internazionale dei prossimi decenni. A rivelarlo è stato Tom Bosco, giornalista e fondatore della rivista Nexus, relatore della conferenza “Scie chimiche nei cieli di Belluno” che si è tenuta giovedì sera al Centro Giovanni 23mo di Belluno, organizzata dall’associazione MenteLogos. Gli indizi per sostenere che ci dobbiamo prepare ad un nuovo tipo di guerra ci sono tutti, perché «da qualche anno – secondo l’analisi di Tom Bosco –  qualcuno sta manipolando pesantemente il clima del globo, ma continua a negarlo».  Il primo indizio è visibile nei nostri cieli: «dal 1996 in Usa e dal 1999 in Europa, sono iniziati gli avvistamenti di scie chimiche non compatibili con quelle di condensazione lasciate dagli aerei. Che si formano dagli 8mia metri in su, a temperature di -40 gradi con il 65-70% di umidità, e si dissolvono in pochi minuti o al massimo in un’ora in presenza di basse temperature». In tre ore di conferenza, con fotografie e filmati, Tom Bosco ha mostrato l’attività di aerei che spruzzano nell’atmosfera particolato metallico costituito da solfato di alluminio e sali di bario. Ovvero le scie chimiche che persistono nei cieli, la cui funzione sarebbe quella di aumentare la conducibilità elettrica dell’atmosfera. A quale scopo? Qui entra in gioco l’indizio più pesante, ossia la presenza di un centro di ricerca americano in Alaska conosciuto con il nome di Haarp, High Frequency Active Auroral Research Program. Che avrebbe sviluppato le ricerche dello scienziato Nikola Tesla (1856-1943) ed oggi è un complesso con 180 antenne della potenza di 3.600 Kw capace di inviare onde radio nella ionosfera in grado di creare perturbazioni. Non solo. Secondo Tom Bosco la geoingegneria è in grado anche di indurre dei terremoti e deviare cicloni. Quindi, gli aerei annaffiano l’atmosfera per trasformarela in una formidabile rete elettrica dove interviene il sistema Haarp con pacchetti di frequenze radio che possono creare o fermare le piogge, provocare terremoti o addirittura indurre stati emotivi nella popolazione.  Ad avvalorare la tesi, la presenza dal 2003 della Evergreen, compagnia aerea americana specializzata in geoingegneria, controllata dalla Air America che a sua volta è gestita dalla Cia. Terzo indizio, una lunga serie di coincidenze tra terremoti, alluvioni, avvistamenti nel cielo di scie chimiche riconducibili all’attività del centro Haarp. Dal terremoto in Cina che ha seppellito una base militare, poi in Cile, in Australia,  Venezuela, Honduras e il devastante terromoto di Haiti. Rimane un dubbio: se è vero che gli americani con Haarp possono aver provocato tutto questo, come mai Cina e Russia se ne sono stati buoni in silenzio a subire?

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