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venerdì, Settembre 25, 2020
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Passa il bilancio, la maggioranza regge. Muore la cultura ma regge anche lo stipendio del portavoce del sindaco, grazie ai tre voti del gruppo “Per Belluno”. Sono iniziate ufficialmente le manovre propedeutiche della “lista Prade 2012”

Dissidenti, pentiti, responsabili, irresponsabili, simulatori e dissimulatori. Chiamateli come volete, ciò che conta è che la maggioranza di centrodestra ha tenuto e il bilancio 2011 del Comune di Belluno è stato approvato. Prosegue così, sia pure zigzagando, la corsa della giunta Prade verso il traguardo di fine mandato. Della seduta fiume iniziata al mattino (di lunedì 28 marzo) e proseguita per l’intero pomeriggio, abbiamo scelto di riferire un piccolo dettaglio, sintomatico delle manovre pre-elettorali che si vanno delineando. Tra gli argomenti discussi c’era un emendamento al bilancio 2011 presentato dai due consiglieri del Pdl Francesco La Grua e Michele Palumbo. Che pressappoco diceva questo: signori, parliamoci chiaro, non ci sono più soldi per la cultura e questo non ci sembra giusto. Allora prendiamo 29.510,04 euro dei 36.888 del portavoce del sindaco Agostini e li mettiamo nella cultura. A sostegno della loro proposta La Grua e Palumbo citavano anche il parere n.111 del 28/02/2011 della Corte dei Conti, laddove stabilisce che le spese per gli uffici stampa degli enti locali (ai sensi dell’art.6 comma 7  Dl 78/2010) non può essere superiore al 20% di quella sostenuta nel 2009 e cioè di 36.888 euro lordi l’anno percepiti da Agostini. Insomma, un emendamento perfettamente supportato dalla legge e proposto da due consiglieri di maggioranza. Risultato: bocciato 18 a 13. Cosa è successo?  Tra i 18 contrari all’emendamento accorsi in soccorso del sindaco Prade e del suo portavoce, vi sono i tre voti determinanti dei consiglieri del gruppo “Per Belluno” Maria Cristina Zoleo, Federica Toscano e Ezio Caldart. Tutti e tre provenienti dall’opposizione (Patto per Belluno e Pd). E che ancora, almeno a loro dire, si professano all’opposizione. Salvo, qualche eccezione ovviamente. Come oggi, che hanno strizzato l’occhio al sindaco Antonio Prade salvando lo stipendio al suo portavoce. Se avessero votato a favore dell’emendamento La Grua Palumbo, la cultura sarebbe stata salvata: 16 a 15 palla al centro. Sprofonda la cultura e si salva invece l’uomo voluto da Prade come suo portavoce, anche quest’ultimo proveniente dal centrosinistra. Ma tant’è, oramai i cambi di casacca non fanno più notizia. Soprattutto dopo la formidabile destrutturazione della politica operata dalla filosofia imperante e contagiosissima del bunga bunga. Per ultimo, non possiamo far a meno di osservare che il sindaco Prade, che difficilmente riuscirà a ricompattare una lista Pdl-Lega per ripresentarsi come leader al secondo mandato di primo cittadino, sta già lavorando per il domani. Con degli inequivocabili segnali, che del resto vengono ampiamente raccolti, così da gettare le basi per la formazione di chissà quale nuova lista civica. Forse un nuovo centrodestra di area cattolica senza la Lega, tentata da sempre alla corsa in solitaria. O un centrosinistra moderato, sempre di area cattolica. E’ uguale. L’importante è rimanere in sella. Solo così si accorcia la strada per Roma. Porcellum 2 permettendo (i listoni fatti dalle segreterie di partito, senza preferenze).
Roberto De Nart

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