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martedì, Ottobre 20, 2020
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Quadri e biciclette di Isidoro Busana a Riccione

La pittura e il ciclismo si fondono perfettamente, da decenni, nella persona di Isidoro Busana un tempo affermato corridore con oltre settanta vittorie e oggi pittore tra i più noti del panorama artistico della nostra provincia, e non solo, visti gli innumerevoli premi e riconoscimenti collezionati nei tanti concorsi nazionali. In queste settimane un nuovo e importante traguardo si è aggiunto alla sua collezione: si tratta d’una mostra personale denominata “La tela e la bike”, costituita da oltre novanta opere, organizzata dall’associazione culturale smART Riccione con il patrocinio del comune rivierasco in collaborazione con il Club di Prodotto Riccione Bike Hotels. Le sue creazioni si potranno ammirare dal 21 al 30 marzo sia al Palazzo del Turismo con ottanta opere sia nei bike hotel Sarti, Gambrinus, Dory, Poker, Gemma, Adlon e Fedora in occasione della gara ciclistica Coppi Bartali. Come ci ha raccontato l’artista Busana, che non ha nascosto la sua soddisfazione per questa nuova e prestigiosa occasione di presentare e far conoscere la sua complessiva produzione pittorica, a Riccione, vi è stata pure la possibilità di incontrare, a distanza di oltre quarant’anni, ex ciclisti con i quali aveva gareggiato e che poi aveva perso di vista. Insomma non solo una rassegna pittorica ma una rimpatriata in un ambiente che Busana ben conosce e che ha continuato a frequentare come costruttore di biciclette e poi, ancora oggi, nella realizzazione di quell’originalissima astrazione che si avvale proprio delle ruote di biciclette. Le loro impronte segnano le tele come in un percorso e motivi che solo Busana conosce e, magari, ha attraversato proprio quando faticava duramente nelle gare che solcavano strade e paesaggi a volte  famigliari in altre ignoti ma sempre affascinanti. Tutto questo s’incontra nei suoi quadri che vanno, per l’appunto, dall’astratto al paesaggistico. Quando si sofferma a eseguire angoli e paesi, città o essenziali vedute d’antichi manieri come quelle del Castello di Zumelle, riesce a regalarci emozioni e sensazioni sempre nuove e uniche pure quando si tratta di immagini conosciute che ci scorrono quotidianamente sotto gli occhi. Tutto ciò viene fuori, si percepisce, perché lui sa imprimere novità ai soggetti, che traspone sulla tela, con tecnica molto personale che si manifesta con un cromatismo e velature dalle tinte che paiono evocare lo scorrere del tempo. Come a significare che, si coglie sempre, un marchio inconfondibile anche negli ultimissimi dipinti definiti da Busana, parigini, perché ispirati da un recente viaggio nella capitale francese. Ogni quadro come frutto di una ricerca che non conosce pause né tentennamenti com’era necessario fare quando egli correva in bicicletta dove non si poteva certamente sbagliare e si doveva scegliere il percorso migliore dosando e centellinando le forze, le idee e le ispirazioni per giungere al traguardo, se possibile, come vincitore.

Eugenio Padovan

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