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Incidente ai reattori nucleari in Giappone. Aggiornamento di giovedì 24: Non si evidenzia la presenza di radiazioni nell’atmosfera, nelle rilevazioni fatte a Verona, Belluno e Vicenza

Padova, 24 marzo 2011 – L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto continua a seguire l’evoluzione della situazione radiologica a seguito degli incidenti ai reattori nucleari in Giappone, situazione che ad oggi non evidenzia presenza di radiazioni sul territorio regionale collegata a tali eventi. Le informazioni vengono dal monitoraggio in continuo della radioattività nell’aria che ARPAV effettua di routine e che consta nell’analisi del particolato atmosferico a Verona, Belluno e Vicenza e nella misura della ‘dose gamma’ in aria effettuata a Verona e Belluno.  Nello specifico i dati delle analisi del particolato atmosferico (aggiornati alla mattina del 24.3.11), raccolto giornalmente (e in modo integrato nei fine settimana e festivi), non evidenziano la presenza di ‘radionuclidi gamma emittenti’ da ricaduta radioattiva, in termini tecnici ‘fall out’, vale a dire non sono stati rilevati Iodio 131 e Cesio 137 sopra i limiti di sensibilità della metodica. Sui valori del fondo ordinario si attestano anche i livelli di dose gamma cioè l’irradiazione complessiva in aria generata dai radionuclidi gamma emittenti registrati in continuo (aggiornamento al 23.03.11). Le masse d’aria rilasciate nei siti nucleari danneggiati in Giappone avrebbero avuto un’evoluzione nei giorni passati che ne ha comportato movimento verso est e secondo le informazioni disponibili potrebbero interessare in questi giorni anche l’Europa e l’Italia. Va sottolineato che il movimento di allontanamento delle masse viene accompagnato da dispersione dell’eventuale contenuto di contaminazione radioattiva, per effetto delle deposizioni al suolo a causa delle precipitazioni, della diluizione in atmosfera e del decadimento radioattivo delle sostanze trasportate. Fonti ufficiali nazionali riportano che i livelli di radioattività residui che caratterizzerebbero tali masse d’aria al loro arrivo in Italia sarebbero talmente bassi da essere rilevabili con difficoltà anche dalla strumentazione più sensibile e, comunque, privi di rilievo sanitario. ARPAV continuerà a tenere monitorata la situazione radiologica regionale con particolare riferimento alla matrice aria e a produrre informative sui relativi esiti.

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