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sabato, Settembre 26, 2020
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Presentato a Feltre lo studio “Giovani in rilievo”. Bond: “Essere ragazzi in montagna è più difficile”

Dario Bond

Sono più soli e hanno meno opportunità dei loro colleghi della pianura. Anche per questo, spesso, cercano scorciatoie “pericolose” e solo all’apparenza facili. Allo stesso tempo, però, amano la loro terra e hanno un senso del dovere e del sacrificio superiore alla media. Essere giovani in montagna porta con sé onori e oneri. Ad analizzarli in uno studio apposito è stata l’Usl 2 di Feltre con la collaborazione del Ministero della gioventù e della Regione del Veneto. Un’operazione voluta con forza dal capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond: “C’è un filo comune che lega tutta la montagna veneta, anzi direi italiana e europea. Per questo dobbiamo lanciare un segnale di non isolamento. I nostri giovani sono i primi che vogliono continuare a vivere nella loro montagna. Ci chiedono solo degli strumenti per poterlo fare”. Lo studio è frutto di un lungo lavoro ed è stato portato avanti sui 99 comuni montani del Veneto: 64 nel Bellunese, 24 in provincia di Vicenza, 10 a Verona, uno soltanto (Fregona) a Treviso. A illustrarlo questa mattina all’ospedale di Feltre sono stati – oltre a Bond – l’assessore regionale alle politiche sociali Remo Sernagiotto, il direttore generale dell’Usl 2 Bortolo Simoni, il direttore ai servizi sociali Alessandro Pigatto, il capitano Antonio Cavalera della Compagnia dei carabinieri di Feltre e Gianvittore Vaccari, presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 2. Tra i dati più choccanti c’è quello relativo all’uso di sostanze stupefacenti: il 5 per cento degli studenti “montanari” dichiara di aver usato cocaina almeno una volta nella vita. E questo, contro il 2,6 per cento della media veneta. Nonostante questo, la maggior parte degli utenti in trattamento nei Sert sono soggetti con problemi di eroina. Ci sono poi il sesso precoce, la maggiore propensione ai suicidi e l’uso di psicofarmaci, soprattutto tra le femmine. Di contro, c’è una gioventù propensa al sacrificio, al lavoro autonomo e alla volontà di realizzarsi tra le proprie montagne. Per non parlare del volontariato e dell’associazionismo sportivo, un dato costante e rassicurante. “Non solo”, sottolinea Bond, “i nostri giovani hanno ancora una scala valoriale molto solida. Significa che c’è molto materiale umano sul quale lavorare”. “Ma per dare un’opportunità ai nostri giovani serve condividere le esperienze con chi vive in montagna. Dobbiamo fare squadra con la montagna europea”, ha detto Bond (Pdl). “Dobbiamo confrontarci con chi ha le nostre stesse problematiche, dai pochi cinema alle difficoltà di raggiungere scuola”. E sulla peculiarità dell’essere giovani in montagna si è soffermato anche l’assessore Sernagiotto: “Questa fotografia fatta dall’Usl 2 ci servirà ad aprire fin da subito un tavolo di confronto sulle problematiche dell’isolamento: una montagna abitata è un valore aggiunto per tutti”. Da qui l’appello di Sernagiotto ai giovani: “Se avete dei progetti, mandateli alla Regione”.

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